7 Sivan 5778 - Lunedi, 21 maggio 2018



È uscito l’ultimo numero di


Moshè Rabèinu davanti agli angeli Pubblicato il 18 May, 2018

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Quando l’Ebreo affronta la sua inclinazione al male e lotta contro tutte le difficoltà che il mondo gli oppone, egli fa di questo mondo materiale una dimora per D-O benedetto.


Si può cambiare Pubblicato il 17 May, 2018

È relativamente facile abituarsi fin dall’inizio a procedere nella retta via, mentre è molto più difficile cambiare le abitudini, superare le limitazioni che si sono radicate nel passato e intraprendere una strada nuova. Con l’uscita dall’Egitto, D-O ha dato ad ogni Ebreo la forza di superare i limiti.


Ciò che viene contato non si annulla Pubblicato il 17 May, 2018

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Scrivono i nostri Saggi che la forza inspiegabile che tiene in esistenza il popolo Ebraico è allusa nel comando impartito da D-O di contare il popolo d’Israele nel deserto.


Cosa abbiamo ricevuto con il Matàn Torà Pubblicato il 17 May, 2018

10 comandamenti

Con il Matàn Torà D-O diede Se Stesso al Popolo Ebraico. Il re Salomone, nel suo Cantico dei Cantici, paragona Shavuòt al giorno del matrimonio fra D-O ed il popolo Ebraico.

  


La nostra capacità di ricevere l’infinito Pubblicato il 17 May, 2018

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Con la Torà che D-O ci donò, Egli ci donò anche Se Stesso, in quanto Egli “incorporò” Se Stesso totalmente nella Torà. Lo scopo finale del Matàn Torà è permettere all’uomo di cogliere D-O Stesso – una relazione che trascende completamente l’intelletto – e, contemporaneamente, di avere la facoltà di assimilare l’insegnamento della Torà in modo che esso permei l’intelletto umano, così che l’individuo divenga di fatto una cosa sola con la Torà.


La gioia particolare del Matàn Torà Pubblicato il 17 May, 2018

Al tempo del Matàn Torà, quando l’Essenza stessa di D-O fu rivelata, nulla rimase inaccessibile a questa rivelazione; essa penetrò ed infuse di sé tutta la creazione, fino alle sue parti più grossolane e materiali.


La Torà ed il numero tre Pubblicato il 17 May, 2018

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Il mese di Sivàn, il terzo mese, è il mese del Matàn Torà, che segna l’unione fra D-O ed il Suo popolo, ed è proprio il numero tre, il simbolo di questa unione.


Come aspettare l’amico più caro Pubblicato il 17 May, 2018

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Quando al popolo Ebraico fu detto che al termine di cinquanta giorni avrebbero ricevuto la Torà, essi contarono con gioia ogni giorno che passava.


Il Monte Sinai Pubblicato il 17 May, 2018

Umiltà e orgoglio, alto e basso, sono opposti che il Monte Sinai ci insegna a collegare.


“Fare” la Festa di Shavuòt Pubblicato il 16 May, 2018

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Il Giorno Festivo è indicato nella Torà come mikrà kodesh, una sacra assemblea. Il termine mikrà, secondo l’interpretazione dello Zohar, ha la connotazione di ‘convocazione’ che, in senso più profondo e spirituale, significa ‘richiamare’ il sacro, facendolo discendere e penetrare nel profano, ed elevare il profano alla santità.


Il tikùn della notte di Shavuòt Pubblicato il 16 May, 2018

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La Torà ci dà il potere di unire due mondi: quello spirituale e quello materiale. Per fare ciò, noi dobbiamo svolgere il nostro compito proprio qui, nel mondo materiale.


Da Shavuòt alla Gheulà Pubblicato il 15 May, 2018

Quando HaShem pronunciò i Comandamenti, la Sua voce non fu fermata da nessun ostacolo. Tutta la Creazione, infatti, senza nessuna esclusione, assorbì completamente la voce di HaShem.


La forza del mese di Sivàn Pubblicato il 14 May, 2018

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La Torà crea un’unione totale con il Creatore. Il valore più elevato, che è anche l’obiettivo ultimo, è quello di stabilire l’unità, escludendo ogni dualismo. L’unità, tuttavia, può essere riconosciuta come vera e provata solo quando essa continua a mantenersi e ad affermarsi tale, anche di fronte ad altre realtà che le si oppongano.


Il particolare si collega al generale Pubblicato il 13 May, 2018

Nella parashà Bemidbàr si contano i Figli d’Israele. Da questo conto si riceve un insegnamento sull’importanza di ogni Ebreo


Il ‘rabbino’ laico Pubblicato il 10 May, 2018

Chaim Gutnick

La proposta di ricoprire la carica di rabbino della piccola comunità Ebraica di Hobart lasciò sconcertato Michael Hasofer, che si era appena trasferito lì. “Voi dovete capire … Io sono un laico, anzi, sono completamente ateo! Non ho alcun legame con questioni religiose. Sono l’ultimo che può farvi da rabbino, nella vostra comunità!” Ma a niente valsero le sue proteste. Fu da lì, che poi….