Ad una mizvà non si rinuncia! Pubblicato il 8 October, 2017

Provate a togliere ad un Ebreo una mizvà, una mizvà che egli ha fatto sempre, per tutta la sua vita. Sarebbe come dirgli di non respirare! Anche al 'Mondo Futuro', egli potrà rinunciare, ma non ad una mizvà!

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Tanti anni fa, in Ucraina, non era per niente semplice trovare un etròg (cedro) e quell’anno, a Berditshev, il rischio di restare senza, per la festa di Succòt era grande. Lo Zadìk della città, Rabbi Lèvi Itzchak, mandò a cercare chi avesse un etròg. Finalmente si incontrò un viandante che, diretto a casa sua, in un paese lontano,  ne possedeva uno. In tutti i modi si provò a convincere il forestiero a trattenersi per la Festa, in modo da permettere a tutti di fare la mizvà del lulàv. Solo la promessa dello Zadìk di dividere con lui il suo ‘Mondo Futuro’, lo convinse.

La prima sera della Festa, il forestiero si aspettava che tutti facessero a gara per avere l’onore di ospitarlo nella loro Succà. Con sua grande sorpresa, invece, ognuno, con una scusa o con un’altra,  si rifiutò di ospitarlo. Disperato, si rivolse allo Zadìk, che gli rivelò di essere stato lui a dare ordine a tutti di comportarsi così. Confuso più che mai, il forestiero fu messo dallo Zadìk davanti ad una scelta: o rinunciare a dividere con lui il ‘Mondo Futuro’, o rinunciare alla mizvà della Succà.

Il dubbio non durò a lungo. Come pensare che un Ebreo come lui, che per tutta la vita aveva osservato questa mizvà, potesse restare, oggi, fuori dalla Succà, mentre tutto il Popolo d’Israele vi si sedeva dentro? Un Ebreo non rinuncia ad una mizvà! Proprio questa scelta valse al forestiero il premio del ‘Mondo Futuro’, che questa volta, però, era stato “guadagnato”.

 

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