Yosèf il Giusto Pubblicato il 5 December, 2018

La Torà ci insegna che, tutto ciò che accade nel mondo, deriva dallo ‘Zadìk yessòd haolàm’ (il Giusto, fondamento del mondo). Yosèf era il Giusto, e, attraverso il Giusto, passano tutte le influenze, che raggiungono il mondo.  

All’inizio della parashà di Mikkèz, vengono raccontati, con dovizia di particolari, i due sogni del Faraone, re dell’Egitto: il sogno delle vacche e quello delle spighe. In seguito, viene narrata l’interpretazione con la quale Yosèf risolse  i sogni, che riguardavano i sette anni di abbondanza, seguiti dai sette anni di carestia.
Tutto lo scopo della narrazione dei sogni, non è che per renderci nota la nomina di Yosèf alla carica di vicerè.
Ma che differenza fa, come egli sia arrivato ad un incarico così elevato, quello di vicerè, se per una via o per un’altra? Per quale motivo la Torà ci racconta i sogni del Faraone, soffermandovisi, oltretutto, così a lungo?
Per insegnarci che, tutto ciò che accade nel mondo, deriva dallo ‘Zadìk yessòd haolàm’ (il Giusto, fondamento del mondo). Yosèf era il Giusto, e, attraverso il Giusto, passano tutte le influenze, che raggiungono il mondo.
Nella parashà precedente, si narra che anche Yosèf fece dei sogni. Yosèf ricevette delle rivelazioni dall’alto, per mezzo dei sogni. E, poiché questo fu l’ordine delle cose per Yosèf, così fu stabilito che dovesse essere l’ordine in tutto il mondo, fino al punto che, persino il Faraone – che regnava su tutto il mondo – dovette essere informato degli anni di abbondanza e degli anni di carestia, proprio attraverso dei sogni. Così come il Giusto, Yosèf, fece dei sogni, tramite i quali ricevette dei segni dall’alto, così anche il re, il Faraone, fece dei sogni attraverso i quali ricevette dei segni dall’alto.

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C’è chi pensa che noi dobbiamo adattarci al mondo, alle opinioni della maggioranza e ai comportamenti in uso. Questa via non è giusta. Abbiamo imparato dai sogni del Faraone, che ogni cosa al mondo, ha la sua origine nell’Ebreo. Secondo la via dell’Ebreo, viene stabilito l’ordine per il mondo intero. Quando l’Ebreo incontra, nel mondo, opinioni o desideri, che non sono consoni, egli deve ricordarsi, che ogni cosa al mondo, deriva da lui stesso, dall’Ebreo. Egli deve modificare le proprie opinioni e i propri desideri, ed allora, come conseguenza naturale, cambieranno anche le condizioni nel mondo.

(Riassunto da Likutèi Sichòt, parte 3 pag. 819-820)

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