Come servire D-O Pubblicato il 3 September, 2018

Rav Shmùel Mùnkes, con i suoi scherzi, ci insegna e ci fa capire bene, qual'è la giusta via da seguire. E allora... andiamogli dietro!  

    In un villaggio, viveva una coppia di anziani, gente molto ricca e molto arrogante. Erano, sì, religiosi, ma la loro superbia li faceva comportare, non proprio secondo lo spirito della Torà. La voce giunse all’orecchio di rav Shmùel Mùnkes, che decise di intervenire. In preparazione di Rosh HaShanà (Capodanno), si usano dire delle preghiere, che si chiamano selichòt. Si comincia la loro recita alla mezzanotte, seguente l’ultimo Shabàt dell’anno.

     Rav Mùnkes si recò in quel villaggio ed arrivò alla casa di quella coppia, un’ora prima dell’inizio delle prime selichòt. Bussò e si presentò come un rabbino molto famoso ed erudito, che cercava ospitalità, ed aveva sentito che, in quel villaggio, loro erano le uniche persone veramente degne di accoglierlo.

      La porta gli fu subito aperta, ed egli chiese che gli si mostrasse la propria stanza, poiché voleva riposare. La migliore stanza degli ospiti fu messa a sua disposizione, ed egli pretese di andare subito a dormire, pregandoli di chiudere la porta.

     A mezzanotte la coppia bussò discretamente alla porta del loro riverito ospite. “Ehi! – lo si sentì gridare – Perché disturbate?! Smettetela! Lasciatemi dormire!” “Sarà stanco per il viaggio”, disse il marito. “Forse non si sente bene”, disse la moglie. Comunque, bussarono di nuovo. Non si poteva lasciare che l’ospite importante perdesse le selichòt! “Riverito Rabbino, si alzi, stanno per iniziare le selichòt!”

   “Selichòt?” – chiese rav Mùnkes, socchiudendo la porta, e facendo sbucare dal pertugio una faccia assonnata e seccata. “Cosa sono queste selichòt? Mi disturbate per niente! Lasciatemi dormire, una buona volta!” Marito e moglie si guardarono allibiti e poi fissarono con aria incredula il loro ospite. “Pfui! – gridò la donna- Che razza di rabbino sei, se non sai nemmeno cosa sono le selichòt!? Vergogna!” “Ah sì? Forse, allora, me lo spiegherete voi? Cosa sono le selichòt?”, chiese rav Mùnkes. Ora fu il turno del marito di arrabbiarsi. “Ti reputi un grande rabbino, eh? Pfui, non sai nemmeno cosa sono le selichòt!” “Nu? Dunque? – ripeté di nuovo rav Mùnkes – Perché non me lo spiegate voi?” L’uomo, allora, rispose indignato: “Le selichòt sono preghiere con cui ci rivolgiamo a D-O perché ci dia un buon anno, perché la nostra mucca ci dia tanto latte, le galline tante uova e perché noi possiamo guadagnare tanto!”….

“COSA?!”, gridò rav Mùnkes, spalancando la porta e rivelando, così, di non essersi nemmeno sdraiato sul letto. “Adulti cresciuti, che escono a mezzanotte, per andare a pregare il Re dell’Universo per avere latte e uova! Pfui!!”

    Improvvisamente, essi realizzarono, che quel rabbino aveva ragione. Quanto erano stati egoisti! Tutta la vita avevano solo pensato a come D-O potesse servirli e mai a come servire D-O.

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