Contare per nome Pubblicato il 27 December, 2018

L’intrinseco amore di D-O per il Popolo Ebraico funge da modello per l’amore dei genitori per i propri figli. Si tratta di un amore essenziale, che non è limitato né dal tempo né dallo spazio.

stelle 3Noi siamo come le stelle
La parashà Shemòt inizia dicendo: “Questi sono i nomi dei Figli d’Israele che vennero in Egitto…”. Rashi commenta: “Sebbene li abbia contati per nome quando erano in vita, Egli tornò a contarli dopo la loro morte, per farci sapere quanto (Gli) erano cari, in quanto essi sono paragonati alle stelle, che Egli fa uscire ed entrare contandole e citandole per nome, come è scritto: “Colui che fa uscire una per una, numerandole, le schiere celesti (Isaia 40:26)” (Rashi Shemòt 1:1). Se Rashi avesse semplicemente voluto provare che qualcosa che si ama, la si conta tanto numerandola quanto nominandola, avrebbe semplicemente detto che essi sono come “le stelle, che Egli fa uscire ed entrare contandole e citandole per nome”. Con l’affermazione “in quanto essi sono paragonati alle stelle”, Rashi vuole dire che i Figli d’Israele vengono contati in questo modo, poiché essi possiedono la stessa qualità delle stelle.

Qual’è la qualità particolare delle stelle?
Sebbene l’amore per qualcosa lo si manifesti sia contandola, sia nominandola, il contare e il nominare enfatizzano due aspetti differenti di ciò che viene enumerato o nominato. Il contare enfatizza ciò che accomuna le cose, dato che entità completamente differenti non possono essere incluse nello stesso conto. Un nome, invece, enfatizza l’individualità di ogni cosa. È questo che Rashi intende, quando dice “in quanto essi sono paragonati alle stelle”, poiché le stelle possiedono entrambi questi aspetti. Da un lato, esse condividono tutte la stessa realtà astrale, e sono contate proprio perché ogni stella è importante in quanto stella. D’altro lato, ogni stella possiede qualità uniche, ragione per la quale ognuna ha il proprio nome. Ogni Ebreo, che è “paragonato alle stelle”, condivide la qualità essenziale dell’Ebraismo, ed è “veramente una parte del Signore Che è nei Cieli”. In aggiunta, ognuno possiede qualità uniche e assolutamente individuali. L’amore di D-O per il Popolo Ebraico trova quindi espressione in due modi: contandoli, Egli manifesta il Suo amore per la loro stessa essenza, per il loro essere Ebrei, mentre chiamandoli ognuno per nome, Egli dimostra il Suo amore per le caratteristiche uniche di ognuno. Ciononostante, quando D-O desiderò mostrare il proprio amore per gli Ebrei individualmente, avrebbe potuto farlo in qualsiasi altro modo. Perché Egli scelse proprio di contarli per nome?

D-O ci insegna come amare
L’intrinseco amore di D-O per il Popolo Ebraico funge da modello per l’amore dei genitori per i propri figli. Anche riguardo agli esseri umani, infatti, noi vediamo che chiamare un bambino per nome suscita un grado d’amore che non può essere evocato con altri mezzi, come ad esempio offrire un dono al bimbo, inondarlo di parole che esprimono amore, o persino abbracciarlo e baciarlo. Fare un regalo al figlio o vezzeggiarlo con parole amorose dipende dall’età del bambino: se i genitori danno al loro figlio o alla loro figlia grandi un dono adatto ad un bimbo piccolo, invece che essere visto come un’espressione d’amore, un simile gesto può essere preso in maniera opposta. Anche parole amorose devono essere adattate al livello individuale di ciascun bambino. Dato che doni e parole amorose devono essere ‘ritagliati su misura’, affinché si adattino all’età e alla comprensione di ciascun bambino, è chiaro che l’amore manifestato attraverso tali mezzi è limitato. Esso non rappresenta quindi l’amore primordiale che si sente per l’essenza stessa del bambino, dato che un tale amore non è limitato dall’intelletto del bambino, dal suo grado di maturità, ecc. Anche gli abbracci e i baci, che si possono dare in egual modo a bambini grandi e piccoli, sono limitati, poiché essi possono essere dati solo quando chi è destinato a riceverli è a portata di mano.  L’unico modo di evocare un amore che sia veramente illimitato è chiamando il nome del bambino: non importa se egli sia piccolo o grande, vicino o lontano, ecc. Per questo, quando D-O volle manifestare il Suo amore essenziale per il Popolo Ebraico, Egli “li contò per nome.”
(Da Likutèi Sichòt, vol. 6, pag. 1-10)

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