Costruiamo il Tempio! Pubblicato il 8 July, 2018

Durantele ‘tre settimane’ che vanno dal 17 di Tamùz al 9 di Av, è uso studiare le leggi che riguardano il Tempio, in quanto D-O considera questo studio al pari della costruzione stessa del Tempio, possa essa avvenire subito! Presentiamo qui, come contributo, alcuni stralci tratti da discorsi del Rebbe, che trattano l’argomento.


TempioIl Futuro Tempio sarà costruito anche col ferro
Il Primo ed il Secondo Tempio furono distrutti col ferro, e per questo il ferro (la sua presenza ed il suo uso) non era ammesso nel Tempio. Nel Tempio Futuro, invece, un edificio eterno che non potrà essere soggetto a distruzione, non vi sarà alcun posto per il timore di un tale uso del ferro, opposto alla santità, poichè il ferro così concepito sarà annullato, nel Futuro a Venire. Di conseguenza, la sua costruzione potrà e dovrà comprendere anche il ferro, per dare risalto all’elevazione ed al completamento della trasformazione del ferro che distrusse il Tempio, in ferro che diviene parte stessa della sua costruzione”. 
(Shabàt parashà VaYechì 5752) 

Un unico grande Tempio
“Nel Futuro a Venire, il Tempio sarà grande quanto Gerusalemme in questo mondo, poichè nella ricostruzione del Tempio nel Futuro a Venire, tutti i luoghi di tutte le sinagoghe che erano in questo mondo verranno annessi al Tempio” (Chidushei Agadta, Meghillà 29a). L’annessione delle sinagoghe provenienti da tutte le nazioni del mondo (‘piccolo santuario’) al Futuro Tempio, avverrà in accordo ai diversi gradi e livelli che le distinguono. Le sinagoghe speciali, quelle che hanno delle qualità particolari, rispetto alle altre… avranno la precedenza nella loro connessione al Tempio, e si uniranno letteralmente ad esso (a contatto diretto con esso, senza alcun ostacolo di mezzo), e tramite loro e per loro mezzo si uniranno al Tempio tutte le altre sinagoghe che si trovano nelle nazioni del mondo. (Kuntres Beit Rabeinu she beBavèl 5752)  

Chi costruirà il Tempio?
Vi è la nota opinione dello Zohar (vol. 1, 28:1) secondo la quale il Terzo Tempio sarà costruito da D-O: “la costruzione del Santo, benedetto Egli sia.” Analogamente, Rashi scrive (Succà 41:1): “Il Futuro Tempio, che noi aspettiamo, si rivelerà e scenderà dal Cielo, già costruito, come è detto: ‘Il Santuario, o D-O, che le Tue mani hanno costruito’.” D’altro canto, però, noi abbiamo trovato nei detti dei nostri Saggi di benedetta memoria (Talmud Yerushalmi, Megillà 1:11), che il Tempio verrà costruito dal popolo Ebraico. Analogamente, il Rambam decreta (Hilchòt Melachìm, cap. 11) che Moshiach costruirà il Tempio. La ragione è apparentemente semplice, dato che la costruzione del Tempio è un precetto positivo, come è scritto: “Ed essi mi faranno un Santuario”, ed un precetto è un dovere che incombe sul popolo Ebraico. È possibile trovare diverse posizioni in grado di mediare fra queste due opinioni. La costruzione del Tempio qui in basso sarà ad opera dell’uomo, e all’interno di questo Santuario discenderà e si manifesterà il Santuario spirituale Superiore. Oppure: il Santuario fisico discenderà dal Cielo, ma le porte ed i cancelli che sprofondarono nella terra, e che furono costruiti dalle mani dell’uomo, sorgeranno e si riveleranno e verranno erette al loro posto. Chi erige le porte, infatti, è cosiderato come se le avesse costruite. In questo modo, noi troviamo che la futura costruzione richiederà entrambi i concetti, il concetto della “costruzione del Santo, benedetto Egli sia” e quella che esso sarà fatto dall’uomo, il Re Moshiach. 
(Likutèi Sichòt, Shabàt Chazòn 5751)  

Lo studio riguardo al Tempio, oggi
Specialmente quest’anno, (oltre all’enfasi particolare riguardante in generale la nostra generazione)… trovandoci noi alle soglie della Redenzione, che sta arrivando proprio ora, subito, si comprende bene come lo studio delle leggi, che riguardano il Tempio, debba essere attuato oggi in una maniera completamente diversa. Innanzitutto, lo studio non deve venire dal lato di un crescente senso di emozione per il lutto e dallo sforzo di riparare alla mancanza del Tempio, ma piuttosto (anche se non fosse per la distruzione) dal lato di uno struggente desiderio per la qualità unica e per la perfezione del Terzo Tempio… E ancora e soprattutto, lo studio deve attuarsi con la consapevolezza ed il riconoscimento assoluti, che non si tratta di “halachà per (i tempi di) Moshiach”, leggi da applicarsi in pratica al momento che verrà in seguito, dato che “il Futuro Tempio che noi aspettiamo è costruito e perfezionato (già adesso in Alto, e subito) si rivelerà e scenderà dal Cielo, in un istante!” 

(Shabàt parashà Balàk, 17 Tamùz 5751)

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