I quattro bicchieri Pubblicato il 10 January, 2018

La Torà usa quattro diverse espressioni per descrivere la redenzione del popolo Ebraico dall’Egitto, e i quattro bicchieri di vino che si bevono ogni anno, nella sera del sèder di Pèsach, corrispondono proprio a queste quattro espressioni. Anche nell'ultimo giorno di Pesach, durante la 'Seudàt Moshiach', si bevono i quattro bicchieri.  


 

Quattro espressioni per la Redenzione

La Torà usa quattro diverse espressioni per descrivere la redenzione del popolo Ebraico dall’Egitto, e i quattro bicchieri di vino che si bevono ogni anno, nella sera del sèder di Pèsach, corrispondono proprio a queste quattro espressioni. Il sèder di Pèsach non è una semplice commemorazione dell’uscita dall’Egitto, avvenuta più di 3300 anni fa, ma piuttosto l’opportunità di rivivere questa nostra prima Redenzione, e ciò al punto da portarci a prefigurare ed anticipare anche quella finale. Risulta quindi opportuno guardare più da vicino come e perchè i quattro bicchieri di vino del sèder corrispondano alle quattro espressioni della Redenzione. Noi sappiamo infatti che il modello ed il processo della Redenzione finale, che avverrà con Moshiach, seguirà quello della prima redenzione condotta da Moshè, come è detto: “Come nei giorni della vostra uscita dall’Egitto, Io vi mostrerò miracoli.” Come spiega l’Admòr HaZakèn nel suo Shulchàn Arùch (il codice di leggi Ebraiche), i quattro bicchieri di vino stabiliti dai Saggi corrispondono alle quattro espressioni per la Redenzione, che appaiono nella parashà di Vaerà: vi farò uscire, vi redimerò, vi prenderò e vi salverò.

 La Redenzione futura

È noto quanto ci è stato detto: “a Nissàn essi furono redenti, a Nissàn essi verranno redenti”. Così come il primo sèder rappresentò la preparazione all’Esodo ed il suo inizio, anche il nostro sèder di oggi deve essere impregnato dalla sensazione, che noi ci prepariamo a vivere, questa notte stessa, la Redenzione finale, vera e completa. Il sèder è una vera e propria anticipazione ed il nostro parteciparvi ci rende pronti per Moshiach. Nella spiegazione dell’Admòr HaZakèn vi è una nota curiosa: egli presenta le quattro espressioni per la Redenzione in un ordine differente da quello in cui esse appaiono nella Torà. Nella Torà l’ordine è: “Io vi farò uscire, vi salverò, vi redimerò e vi prenderò” (Shemòt 6 : 6-7). L’Admòr HaZakèn, invece, sposta “Io vi salverò” dalla seconda espressione all’ultima. Per comprendere il significato di questo cambiamento, noi dovremo occuparci prima di capire a quale aspetto della Redenzione si riferisce ciascuna delle quattro espressioni. Dal momento poi che noi beviamo i quattro bicchieri di vino in quattro momenti diversi del sèder, è chiaro che ogni bicchiere commemora un diverso concetto, un aspetto particolare della Redenzione.

Diversi aspetti della Redenzione

Il primo bicchiere è usato per il Kiddùsh, ed il verbo usato per la prima espressione, sia nella Torà, sia nel Shulchàn Arùch, è: “Io vi farò uscire”. Nella Torà, la seconda espressione è “Io vi salverò”, mentre nel sèder, il secondo bicchiere viene bevuto secondo l’espressione “Io vi redimerò“. La Redenzione, la prima Redenzione dall’Egitto, è connessa alla lettura dell’Haggadà. Nonostante noi abbiamo il dovere di ricordare l’Esodo ogni giorno, nella notte di Pèsach noi parliamo di esso a lungo e con molte spiegazioni. Ciò corrisponde alla descrizione dei grandi prodigi e miracoli dell’Esodo, così come dice la Torà: “Io vi ho redento con forte braccio e con grandi miracoli.” Ed invero, la benedizione per la recitazione dell’Haggadà si conclude con l’espressione “Redentore d’Israele”. Sul terzo bicchiere, “Io vi prenderò“, si recita la Birkàt HaMazòn (la Benedizione Dopo il Pasto). Nella Birkàt HaMazòn noi esprimiamo la nostra gratitudine per la Torà che D-O ci ha insegnato. Ciò ricorda la dichiarazione di D-O al tempo del Matàn Torà: “Io vi ho presi come Mio popolo e sono divenuto vostro D-O”. In questo modo noi vediamo che l’ordine del sèder segue la progressione storica della Redenzione: il ricordarsi di D-O dell’esilio e della servitù del popolo Ebraico, il “Io vi farò uscire” del Kiddùsh e del primo bicchiere; i prodigi ed i miracoli, gli eventi propri e la storia dell’Esodo, il “Io vi redimerò” della recitazione dell’Haggadà e del secondo bicchiere; il prendere D-O il popolo Ebraico ed il dare loro la Torà, il “Io vi prenderò” della benedizione dopo il pasto e del terzo bicchiere. 

Il sèder come preparazione alla Redenzione

Ciò ci porta al quarto bicchiere, “Io vi salverò”, che noi beviamo dopo aver concluso l’Hallèl ed i versi che lo seguono. La conclusione dell’Hallèl, la benedizione finale e la parte dell’Haggadà che la accompagna, tutto ciò si riferisce al futuro, ai tempi di Moshiach ed alla Redenzione finale. Dato che i dettagli in specifico della Redenzione non saranno noti fino a che essa non si realizzerà, l’Admòr HaZakèn usa un termine generico, come “Io vi salverò”. Noi possiamo ora riassumere la relazione che lega i quattro bicchieri di vino e le quattro espressioni per la Redenzione in questo modo: il primo bicchiere, il Kiddùsh, rappresenta il potenziale della Redenzione; il secondo bicchiere, associato all’Haggadà, rappresenta l’Esodo stesso, la prima Redenzione di fatto; il terzo bicchiere, parte della Benedizione Dopo il Pasto, associata alla Torà, rappresenta la Redenzione spirituale; ed il quarto bicchiere, associato al completamento del sèder ed alla perfezione, rappresenta l’arrivo di Moshiach. Come lo scopo dell’Esodo fu la Torà, così il compimento della Torà è Moshiach. Per questo il sèder, che ci ricorda l’Esodo, si riferisce anche, e forse soprattutto, alla Redenzione futura. E le espressioni di libertà, simbolizzate dai quattro bicchieri di vino, corrispondono alla struttura del sèder, che allude e corrisponde esso stesso al processo della Redenzione futura e finale, con l’arrivo di Moshiach. 

(Basato su Likutèi Sichòt, vol. 11, pag. 14 – 23)

 

 

 

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