Il male esiste per il bene Pubblicato il 8 August, 2018

Tutti gli altri esseri creati al mondo non hanno la possibilità di scegliere. Il loro comportamento è in funzione della loro natura e delle loro caratteristiche. L’unica creatura al mondo ad avere il potere del libero arbitrio, è l’uomo. E solo grazie all’esistenza del male, l’uomo può scegliere il bene.



“Vedi, oggi Io pongo davanti a voi…” (Devarìm, 11:26)

    La parashà Re’è apre con uno dei principi fondamentali della religione Ebraica: il principio del ‘libero arbitrio’. Il Santo, benedetto Egli sia, si rivolge al popolo d’Israele con queste parole: “Vedi, oggi Io (Anochì) pongo (notèn – dal significato di dare) davanti a voi una benedizione ed una maledizione. La benedizione, se darete ascolto ai precetti …, e la maledizione, se non darete ascolto…”. Alcune espressioni di questo verso richiedono una spiegazione. L’uso del termine ‘Anochì’ esprime in genere una benedizione ed un’abbondanza di grandissima elevatezza, come si può vedere dall’esempio dei Dieci Comandamenti, che aprono con le parole: “Io (Anochì) sono l’Eterno, tuo Signore”. Anche il termine pongo (notèn) racchiude in sè il significato di benedizione, come dicono i nostri Saggi di benedetta memoria: “Colui che dà, dà con generosità”. Alla luce di ciò bisogna comprendere come possano simili espressioni, che indicano benedizione ed abbondanza, applicarsi al dare la benedizione e la maledizione. Come può essere che da ‘Anochì’ venga la maledizione, e come si può definire la maledizione come un ‘dono’ che D-O ci ‘dà’?

Perchè esiste il male?

    Per comprendere ciò, è necessario andare un po’ più a fondo nella spiegazione dell’elargizione della benedizione e della maledizione o, in altre parole, dello scopo dell’esistenza del bene e del male. Spesso ci capita di chiederci, nel nostro continuo misurarci fra il bene ed il male, a che scopo D-O abbia creato il male. Perchè mai Egli ha creato una realtà che si oppone al bene, che lo combatte, che ci rende difficile fare il bene ed il giusto? La risposta è che il male esiste per permettere l’esistenza del libero arbitrio. Se al mondo fosse esistito solo il bene e l’uomo non avesse avuto alcuna tendenza ed alcuna possibilità di compiere il male, egli non avrebbe scelto il bene di sua libera scelta, ma sarebbe stato costretto a fare il bene per mancanza di scelta. Perchè possa esservi una scelta, c’è bisogno di due vie, quella del bene e quella del male, cosicchè l’uomo possa scegliere la propria direzione secondo il suo libero arbitrio.

Il valore della scelta

    L’importanza della scelta nella vita dell’uomo è enorme. Essa è uno dei principali attributi dell’uomo. Tutti gli altri esseri creati al mondo non hanno la possibilità di scegliere. Il loro comportamento è in funzione della loro natura e delle loro caratteristiche. L’unica creatura al mondo (e non solo in questo mondo, ma anche in tutti i mondi, dato che neppure gli angeli ed i serafini sono liberi di scegliere) ad avere il potere del libero arbitrio, è l’uomo. Tutto il principio di premio e castigo si fonda sulla scelta. Se non vi è scelta, non vi è neanche motivo per il premio, nè giustificazione per il castigo. Gli animali non ricevono una ricompensa per le loro ‘buone azioni’, nè vengono puniti per le loro ‘cattive azioni’, poichè essi non scelgono le loro azioni. Solo l’uomo merita una ricompensa per le sue buone azioni e un castigo per le sue cattive azioni, e ciò in quanto egli ha la facoltà di scegliere e le sue azioni si ergono a suo favore o contro di lui.

La “maledizione” – benedizione

    L’esistenza del male non è dunque a scapito dell’uomo, ma anzi il contrario. Questa è la benedizione maggiore che D-O gli ha dato, mettendo davanti a lui la possibilità di scelta. Senza il male, l’uomo non avrebbe potuto scegliere fra il bene ed il male. Solo grazie all’esistenza del male, l’uomo può scegliere il bene. Ed è proprio questo a cui D-O allude con le espressioni ‘Anochì’ e ‘notèn’. Egli ci vuol far capire che il male non viene per mettersi contro di noi e disturbarci, ma al contrario esso è predisposto per il nostro bene, per darci la libertà di scegliere e perchè noi ci incamminiamo nella via del bene di nostra volontà, per una nostra libera scelta. Questa consapevolezza ci fornisce anche la forza di non temere il male, poichè noi sappiamo che tutto il suo scopo e tutta la ragione della sua esistenza è solo perchè noi possiamo scegliere il bene e che il male non ha alcuna esistenza indipendente e tutto il suo compito è solo quello di permetterci di scegliere il bene.

(Likutèi Sichòt, vol. 4, pag. 1339)

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