Il sigillo del Sommo Sacerdote Pubblicato il 7 December, 2018

Il candelabro rappresenta l’anima Divina, “L’anima dell’uomo è la luce di D-O” (Proverbi, 20,27). L’olio rappresenta la saggezza. Negli eventi che la festa di Chanukkà ricorda,l'atto dei Greci che “Contaminarono tutti gli olii”, rappresenta il tentativo di contaminare la saggezza Divina e di trasformarla in una saggezza umana. Ma in ogni Ebreo esiste un punto interiore di Ebraismo, l’essenza dell’anima, che resta sempre puro ed intatto.

“E non trovarono che una sola ampolla d’olio, riposta con il sigillo del Sommo Sacerdote (Shabàt 21, 2)
Quando la Ghemarà narra la storia del miracolo di Chanukkà, dell’ampolla d’olio puro che fu ritrovata nel Tempio, dopo che i Greci lo avevano dissacrato, essa ci tiene a precisare che quell’ampolla era sigillata con il sigillo del Sommo Sacerdote. A prima vista, sarebbe sembrato sufficiente rilevare che quell’ampolla era stata ritrovata intatta, chiusa con il suo sigillo, prova del fatto che i Greci non l’avevano aperta e che l’olio contenuto in essa era rimasto incontaminato. Quale importanza può avere la segnalazione del fatto che l’ampolla fosse sigillata proprio con il sigillo del Sommo Sacerdote? Da qui si può apprendere che, quando l’oscurità spirituale prende il sopravvento e vi è chi complotta per “far loro dimenticare la Tua Torà e far loro trasgredire le leggi da Te volute”, bisogna assicurare che rimanga un’ampolla d’olio puro, col quale più tardi si potrà accendere tutta la Menorà (il Candelabro del Tempio). Per arrivare a questo è necessario che si verifichi la condizione descritta nel verso “riposta con il sigillo del Sommo Sacerdote”: quando l’ampolla d’olio, cioè, è protetta dal sigillo del Sommo Sacerdote, è proprio questa la garanzia della conservazione della sua purezza.

La perfezione della santità
Il Sommo Sacerdote stava nel Tempio tutto il giorno, e non ne usciva che di notte, o per una o due ore al giorno, per recarsi a casa sua. Anche la sua abitazione doveva essere a Yerushalàim (Gerusalemme). Tutto ciò sta a dire che il Sommo Sacerdote era un Ebreo collegato unicamente alla santità, ed egli non lasciava mai Yerushalàim. La parola Yerushalàim è composta dai due termini “yrà” (“timore / rispetto” di D-O) e “shalèm” (“completo”), e rappresenta il livello più completo del timore, un timore di D-O, puro e perfetto. I Greci si introdussero nel Tempio, riuscirono a distruggere l’altare ed a contaminare gli olii, ma l’ampolla d’olio che il Sommo Sacerdote stesso aveva sigillato, rimase intatta, e con essa accesero lumi che illuminano da migliaia di anni.

Difficoltà nel comprendere
Una simile battaglia si conduce anche nell’anima di ogni Ebreo, in ogni tempo ed in ogni luogo. Il candelabro rappresenta l’anima Divina, “L’anima dell’uomo è la luce di D-O” (Proverbi, 20,27). L’olio rappresenta la saggezza. “Contaminarono tutti gli olii” rappresenta il tentativo di contaminare la saggezza Divina e di trasformarla in una saggezza umana. Se, D-O non permetta, la saggezza Divina viene ‘contaminata’, viene a crearsi una condizione nella quale è difficile all’uomo comprendere aspetti che riguardano il Divino. Può trattarsi di una persona estremamente saggia e intelligente, in grado di comprendere molto bene tutto ciò che concerne il campo della materia, ma quando arriva a questioni spirituali concernenti il Divino, essa non riesce nè a comprenderle nè ad afferrarle, ed esse rimangono completamente al di fuori della sua portata.

Un legame che fornisce forza
Il consiglio che viene dato qui, è quello di cercare e trovare l’ampolla d’olio, riposta con il sigillo del Sommo Sacerdote. Come il Sommo Sacerdote è costantemente legato alla santità e ad un perfetto timore di D-O, così in ogni Ebreo esiste un punto interiore di Ebraismo, l’essenza dell’anima, che resta sempre puro ed intatto. Esso può essere in una condizione di sonno, ma quando viene risvegliato, scaturisce da esso una fiamma di fede, in grado di vincere l’“impurità” che ha penetrato l’intelletto dell’uomo. La via per risvegliare l’essenza dell’anima passa attraverso il collegamento con il ‘Sommo Sacerdote’ presente in ogni generazione, il Capo dei Figli d’Israele, che è anch’egli completamente immerso nel mondo della santità e non si sposta mai da Yerushalàim, dal timore perfetto di D-O. Egli fornisce ad ognuno che si colleghi a lui un’‘ampolla d’olio puro’, in grado di illuminare il lume della sua anima, così da arrivare al vero riconoscimento del Divino.
(Igròt Kodesh, vol. 2, pag. 277)

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