In viaggio (Massèi) Pubblicato il 11 July, 2018

In qualsiasi situazione si trovi, l'Ebreo non deve fermarsi. Il suo compito è quello di avanzare sempre, elevandosi di livello in livello, fino alla sua Redenzione finale.  


Massèi (a)

     massei“Questi sono i viaggi dei Figli d’Israele… Partirono… e si accamparono… partirono… e si accamparono”.
La Torà conta i luoghi, in cui i Figli d’Israele si accamparono nel deserto. Perché, allora, è scritto nella Torà “questi sono i viaggi dei Figli d’Israele”, e non “queste furono le soste dei Figli d’Israele”?! È chiaro che, fra una sosta e l’altra, vi fosse un viaggio; eppure, la Torà non conta forse  le soste, invece che i viaggi?
Anche se l’intenzione della Scrittura fosse stata quella di raccontare proprio del viaggio che vi fu nel deserto, non avrebbe potuto scrivere, appunto, ‘viaggio’, al singolare, invece che ‘viaggi’, al plurale?
È detto, invece, proprio ‘viaggi’ – viaggi in quantità. Il termine ‘viaggi’, infatti, nasconde dentro di sé un insegnamento spirituale per ogni Ebreo.
‘Viaggi’: l’Ebreo deve sempre ‘viaggiare’ ed avanzare.
Nel servizio Divino è proibito accamparsi: restare fermi sul posto. Si deve sempre ‘viaggiare’, innalzandosi da un livello a quello superiore.
Non ‘viaggio’, una sola volta, ma ‘viaggi’: sempre, in ogni circostanza bisogna avanzare ed elevarsi.
‘Viaggi’: è questo un insegnamento per ogni Ebreo, sia egli giusto o  malvagio.
Per quel che riguarda il malvagio: quando un Ebreo si trova in una condizione spirituale degradata, cade nei peccati e non compie le mizvòt, egli non si deve scoraggiare. Non deve fermarsi (accamparsi) in una simile condizione. Egli deve imparare dal nome della parashà Massèi (viaggi)! Devi partire ed innalzarti da questa condizione, verso una condizione più elevata! Parti e avanza, avanza e continua!
Per quel che riguarda il giusto: quando un Ebreo si trova in una condizione spirituale ottima, non cade nei peccati, compie le mizvòt, aiuta altri Ebrei e li avvicina alla Torà, gli è vietato accontentarsi di ciò, rimanere ‘accampato’ in questa condizione. Egli deve trarre insegnamento dal nome della parashà Massèi (viaggi)! Devi viaggiare ed innalzarti da questa tua condizione positiva ad una ancora migliore, ancora più elevata!
Nel servizio Divino non c’è da accontentarsi di ciò che si è già fatto. Bisogna, invece, sempre aggiungere ed elevarsi, continuare nelle buone azioni, costantemente.
Grazie agli atti di bene, durante il tempo dell’esilio, verrà più in fretta la completa Redenzione.

(Riassunto da ‘Likutèi sichòt’ parte 13, pag. 110-113)  

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