La preparazione al Matàn Torà Pubblicato il 31 January, 2018

Anche la guerra contro Amalèk fu ed è indispensabile al nostro servizio Divino, per poter ricevere anche oggi la Torà  

Itrò (b)

“E Itrò… aveva udito tutto ciò che D-O aveva fatto per Moshè e per Israele Suo popolo… e giunse Itrò… per trovare Moshè nel deserto…” Rashi chiede che cosa Itrò avesse udito, da indurlo a lasciare i suoi luoghi e ad unirsi al popolo d’Israele. E la spiegazione che dà Rashi è che Itrò sentì dell’apertura del Mar Rosso e della guerra di Amalèk. La cosa è del tutto sorprendente. Ancora prima dell’apertura del Mar Rosso ci fu l’uscita dall’Egitto, che fu accompagnata da una quantità di portentosi miracoli. Sicuramente Itrò era venuto a conoscenza di ciò, eppure furono proprio l’apertura del Mar Rosso e la guerra contro Amalèk, che lo indussero a venire. Un altro fatto incomprensibile: è nota la regola che dice: “Nella santità (solo) si sale”. Nelle cose di santità vi è elevazione, accrescimento e progressione. Ci si aspetta quindi che dall’uscita dall’Egitto fino al Matàn Torà i figli d’Israele si elevino in santità di grado in grado. Ed ecco che, all’improvviso, prima del Matàn Torà, arriva la guerra di Amalèk, che appare come una grande discesa,. Comprendendo qual è il significato interiore di questi due avvenimenti, l’apertura del Mar Rosso e la guerra di Amalèk, capiremo anche che la guerra di Amalèk non causò una discesa, ma costituì un’ulteriore ascesa dei figli d’Israele, nel loro avvicinarsi al Matàn Torà, e proprio in seguito ad essa e in seguito all’apertura del Mar Rosso, arriva Itrò, poiché si era completata la preparazione al Matàn Torà.

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Con l’apertura del Mar Rosso si operò un’unione dei mondi superiori con quelli inferiori. La Luce Divina superiore discese e venne ad illuminare tutto il mondo, da un estremo all’altro, tanto che tutti i popoli e tutte le nazioni sentirono di quel grande miracolo. La rivelazione Divina dell’apertura del Mar Rosso provocò sbigottimento e timore in tutte le nazioni – “I popoli nell’udire rimasero atterriti… allora i capi di Edòm sbigottirono e i prodi di Moav furono assaliti dal terrore, si struggono tutti gli abitanti di Canaan” (Shemòt 15: 14, 15). Nonostante ciò, noi vediamo che, dopo l’apertura del Mar Rosso, venne Amalèk e combattè contro Israele. Egli non ebbe paura. Come mai? Poiché la santità che venne in questo mondo inferiore con l’apertura del Mar Rosso, non purificò ancora i livelli più bassi e inferiori del mondo e l’impurità non venne ancora annullata. Quando vi fu una purificazione di tutto il mondo, anche dei livelli più bassi, che sono all’opposto della santità? Solo dopo che Amalèk venne a combattere contro Israele, ed Israele vinse. È chiaro quindi, che proprio la guerra di Amalèk, che sembrerebbe una discesa per il popolo d’Israele, fu ciò che costituì l’ultimo atto della preparazione al Matàn Torà. Per mezzo della guerra, tutto il mondo fu pronto al Matàn Torà. La guerra contro Amalèk rappresenta una grande elevazione per il popolo d’Israele. Si comprende anche, perché fu proprio l’aver udito dell’apertura del Mar Rosso e della guerra di Amalèk, che indusse Itrò a venire. Entrambe queste cose costituiscono una preparazione del mondo al Matàn Torà.

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Nella preghiera noi diciamo ogni giorno: “Benedetto sii Tu o Signore Che dai la Torà”. ‘Dai’ al presente. È nostro compito ricevere di nuovo la Torà ogni giorno. E allo stesso modo come il popolo d’Israele si preparò al Matàn Torà, così noi dobbiamo prepararci. La preparazione che occorre è “In tutte le tue vie Lo conoscerai”. Essere legati ed attaccati a D-O. Comportarci secondo la volontà di D-O non solo al momento della preghiera o dello studio della Torà, ma essere legati a D-O in ogni cosa che noi facciamo. La preparazione al Matàn Torà non è solo l’apertura del Mar Rosso, ma anche la guerra contro Amalèk. Ed è questo l’ordine nel servizio della santità: prima l’apertura del Mar Rosso, e cioè cose spirituali, e solo dopo di ciò la guerra di Amalèk, ossia azioni materiali. Subito al mattino, quando l’Ebreo si alza dal suo sonno, egli dice “Modè ani“, dopo di che prega e studia la Torà; la giornata si apre nella santità. Solo dopo di ciò, ci si può dedicare alle cose profane, alle questioni materiali, di cui l’Ebreo si occupa anche secondo le vie della santità. Anche la guerra contro Amalèk rappresenta una preparazione al Matàn Torà. Per mezzo delle azioni materiali, noi serviamo D-O, e saremo così pronti a ricevere la Torà nel modo più appropriato.

(Riassunto da Likutèi Sichòt, vol. 11, pag. 74 – 79)

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