La scienza moderna al servizio di D-O Pubblicato il 9 October, 2018

Tutte le scoperte sentifiche e le invenzioni moderne non sono altro che una preparazione all'avvento di Moshiach. I profeti dicono che al tempo di Moshiach noi potremo vedere il Divino coi nostri occhi fisici! La scienza moderna ce ne offre un’analogia.  

Due tipi di sapienza

Nella parashà di Noè si legge: “Nel seicentesimo anno della vita di Noè… furono squarciate tutte le sorgenti del grande abisso e si spalancarono le cateratte del cielo.” Lo Zohar, l’opera fondamentale del misticismo Ebraico, dà una spiegazione esoterica di questo verso: Nel seicentesimo anno del sesto millennio le porte della sapienza superiore e le sorgenti della sapienza inferiore si apriranno; il mondo si preparerà allora ad entrare nel settimo millennio. Le due espressioni della Torà: ‘le sorgenti del grande abisso’ e ‘le cateratte del cielo’, alludono a due tipi di sapienza. ‘Le sorgenti del grande abisso’ si riferiscono alla sapienza inferiore, ossia alla scienza ed alla sapienza del mondo, mentre ‘le cateratte del cielo’ si riferiscono alla sapienza superiore, ossia la Torà. Lo Zohar, scritto circa duemila anni fa da Rabbi Shimon Bar Yochai, un discepolo di Rabbi Akiva, predisse che un’esplosione di sapienza, comprensione e conoscenza si sarebbe verificata intorno all’anno Ebraico 5600 (1840). Ed in effetti, in quel periodo, un centinaio di anni dopo che il Baal Shem Tov iniziò ad insegnare la Chassidùt apertamente, periodo che corrispose anche all’inizio della moderna industrializzazione, si vide il verificarsi di un’esplosione intellettuale. A quel tempo, negli anni 5607 e 5608 (1847 – 1848), vennero pubblicate due importanti opere dell’Admòr HaZakèn, fondatore della Chassidùt Chabad: Torà Or e Likutèi Torà. Per comprendere l’importanza di questo evento, bisogna ricordare la descrizione che il Baal Shem Tov fece della particolare ascesa spirituale da lui vissuta durante un Rosh HaShana. La sua anima raggiunse allora una tale elevazione, da permetterle di accedere al livello dove le fu possibile incontrare l’anima di Moshiach. Essa le rivolse allora la domanda: “Quando verrai?”, alla quale l’anima di Moshiach rispose: “Quando le tue sorgenti (della Chassidùt) si diffonderanno all’esterno”. La pubblicazione di queste due opere dell’Admòr HaZakèn non rappresentarono solamente un’altra pietra miliare nel panorama intellettuale. La diffusione della conoscenza mistica, ossia della parte più interiore e nascosta della Torà, è al tempo stesso un pre-requisito ed un risultato dell’arrivo di Moshiach. Il profeta Isaia afferma che, nell’era della Redenzione, “il mondo intero sarà riempito della conoscenza di D-O, così come l’acqua ricopre l’oceano”. A Rabbi Shimon Bar Yochai fu assicurato dall’Alto che, grazie e tramite lo Zohar, il popolo Ebraico avrebbe lasciato il suo esilio, per entrare nella Redenzione. Allora, però, la conoscenza mistica rimase al di là della capacità di recezione della maggior parte delle persone, per ancora un migliaio di anni. Neppure al tempo dell’Arizal, che organizzò la sapienza mistica in un sistema, la Cabala, l’insegnamento interiore della Torà divenne veramente alla portata del pubblico. Le verità mistiche rimanevano inaccessibili a causa della loro forma, che era troppo intellettuale ed accademica.

Il compito della Chassidùt Chabad
Il compito del Baal Shem Tov e, dopo di lui, dell’Admòr HaZakèn e della Chassidùt Chabad, fu quello di ‘tradurre’ l’esoterico in una forma accessibile alla comprensione della persona media, persino a quella con scarse conoscenze di Ebraismo, o addirittura a quella priva di un qualsiasi retroterra! La pubblicazione delle opere dell’Admòr HaZakèn indicò che una grande opposizione, ad entrambi i livelli, sia fisico che spirituale, era stata rimossa. Le sorgenti, le ‘cateratte’ della conoscenza celeste, si erano aperte e la sapienza spirituale, l’insegnamento interiore ed i segreti della Torà, avevano cominciato a scorrere e a diffondersi. Dato che, con la Torà di Moshiach, “il mondo intero sarà  riempito della conoscenza di D-O,” si capisce come mai la diffusione e la proliferazione della Chassidùt, l’insegnamento interiore della Torà, sia una preparazione necessaria all’avvento di Moshiach. Dopo tutto, la Chassidùt è una manifestazione ed una rivelazione della Torà di Moshiach, un esempio ed un assaggio della “conoscenza di D-O” che permeerà il mondo nell’era della Redenzione. Qual’è, però, il legame fra la sapienza del mondo e Moshiach? Dato che lo Zohar collega le “cateratte del cielo”, ossia i segreti mistici della Torà, alle “sorgenti del grande abisso”, e cioè alle scoperte ed alle invenzioni della scienza moderna, è chiaro che le une sono la fonte e la causa delle altre. Rimane comunque la domanda: come mai la rivelazione di una nuova dimensione della Torà, della sua parte più segreta espressa dalla Chassidùt, ha come conseguenza una rivoluzione scientifica, con un rivelarsi sempre maggiore delle verità interiori della natura?

Lo scopo della scienza
La risposta sta nel fatto che la natura stessa è parte della creazione. Le leggi della natura, gli assiomi, i teoremi ed i principi della scienza sono semplicemente osservazioni e deduzioni sul mondo che D-O ha creato. Scoperte scentifiche su come la gravità curvi la luce, sulla riproduzione delle cellule o sulla struttura interiore di un quark sono esse stesse una preparazione all’avvento di Moshiach. L’accrescimento della conoscenza scientifica serve ad uno scopo ben più profondo di quello di una semplice soddisfazione della nostra curiosità o del raggiungimento di maggiori comodità per la nostra vita. Come tutto quello che è stato creato, anche la scienza lo è stata “per la Torà e per Israele.” Come dice il Talmùd, “Tutto ciò che D-O ha creato nel Suo mondo Egli lo ha creato solo per la Sua gloria.” Ciò significa che ogni aspetto della creazione può e deve essere utilizzato per il servizio Divino dell’Ebreo. Così come il popolo Ebraico, osservando la Torà e le mizvòt, rivela il Divino nel mondo, anche le scienze naturali e la conoscenza scientifica e la nostra comprensione del mondo esistono per il servizio Divino, per approfondire la nostra comprensione della vera realtà spirituale, la natura Divina dell’esistenza. I profeti dicono che al tempo di Moshiach noi potremo vedere il Divino coi nostri occhi fisici! Non una semplice comprensione, ma una vera e propria visione. Come sarà possibile che lo spirituale possa essere percepito dal fisico? La scienza moderna ci offre un’analogia. Una delle forze più potenti della natura è l’elettricità. Essa è sempre esistita, ma è stata scoperta solo da poche centinaia di anni. Utilizzando l’elettricità per trasmettere il suono, la voce di una persona può essere trasmessa istantaneamente a qualcuno che sta all’altro capo del mondo. Ciò rende tangibilmente comprensibile, ad esempio, il concetto che vi è un “Occhio che vede ed un Orecchio che sente.” Le meraviglie nel mondo fisico ci possono aiutare ad afferrare quelle del mondo spirituale. E rendendoci conto che ogni nostra parola viene udita dall’Alto, quanto diverso sarà il nostro comportamento! La nostra epoca è quella che precede immediatamente la rivelazione di Moshiach e se questa rivelazione dipende dalla diffusione di questi concetti, dalla Chassidùt, si potrà anche comprendere il vero scopo per cui sono stati inventati la radio, il computer, l’internet, ecc. Con tutto ciò, infatti, è possibile insegnare Torà a milioni di individui e tutto ciò riguarda già l’era della Redenzione! Questa diffusione senza limiti ci fa già vedere l’inizio dell’avverarsi della profezia: “Il mondo intero sarà riempito della conoscenza di D-O.”

(Basato su Likutèi Sichòt vol. 15, pag. 42 – 48)

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