Ogni Ebreo è un sacerdote Pubblicato il 27 May, 2018

Se riuscissimo a percepire l'anima e la casa di ogni Ebreo, come un Santuario per D-O, ed è questa, di fatto, la loro vera realtà, vedremmo trasformarsi ogni nostro gesto, dal più semplice e normale, in un atto sacro, esattamente come il sacerdote compiva in santità il suo servizio nel Tempio.       

Behaalotechà   

 

     “Quando accendi i lumi”

      Ad Aharon haCohen fu ordinato di accendere ogni giorno la menorà (il candelabro), che si ergeva nel Santuario. Aharon haCohen accendeva la menorà in modo che la luce fosse perenne, come è scritto (Tezavvè 27, 20): “per mantenere la menorà sempre accesa”. Così come Aharon accendeva la luce nel Santuario, ad ogni Ebreo, è comandato di accendere una luce di Santità nella propria casa. Aharon era un Cohen, un Sacerdote, ed ogni Ebreo è come un sacerdote, secondo quanto è scritto (Itrò 19, 6): “E voi sarete per Me un regno di sacerdoti”. A partire dal Matàn Torà, il popolo d’Israele divenne un regno di sacerdoti, ed in esso ogni singolo Ebreo è un sacerdote. I lumi si trovavano nel Santuario, ed ogni casa Ebraica è considerata come un Santuario, secondo quanto è scritto (Terumà 25, 8): “Ed Io risiederò in mezzo a loro (lett. ‘dentro di loro’)”, e cioè, in ogni Ebreo. Ogni casa Ebraica è un Santuario per il Signore, che vi risiede. Come la luce che veniva accesa da Aharon era una luce perenne, così pure la luce in ogni casa Ebraica deve essere perenne. La luce della santità deve essere avvertita durante ogni ora del giorno e della notte, in ogni angolo della casa. Chi è capace di accendere una luce di santità in casa? Ogni Ebreo, e in special modo i bambini Ebrei, accendono una luce di santità in casa. In che modo? Subito, alzandosi al mattino, essi dicono “Modè anì”; benedicono D-O prima di mangiare e dopo aver mangiato; durante tutta la giornata si comportano secondo le indicazioni della Torà e dei precetti in essa contenuti. Anche quando vanno a dormire, essi si addormentano soltanto dopo aver recitato lo “Shemà”. La Torà e le mizvòt vengono paragonate ad un lume ed alla luce, (come è detto: ‘la mizvà è il lume e la Torà è la luce’), e per loro mezzo noi illuminiamo il Santuario, che è la nostra casa. L’accensione della menorà è connessa alla Redenzione futura: Nella menorà vi erano sette lumi, come è detto (Bamidbar 8, 2): “i sette lumi dovranno diffondere la luce”. Con la venuta di Moshiach, gli Ebrei si raduneranno nella terra d’Israele lungo sette vie, come è detto a riguardo di Moshiach (Isaia 11, 15): “E agiterà la Sua mano sul fiume… e lo colpirà dividendolo in sette canali”. La diffusione della luce della Torà e delle mizvòt in casa, quindi, affretta ed avvicina la venuta di Moshiach, nella Redenzione completa, che arriverà al più presto!

(Riassunto da ‘Likutèi Sichòt’, parte 23, pag. 264 – 266)

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