Uguaglianza: non a tutti i costi Pubblicato il 12 June, 2018

D-O ha creato il mondo in modo che ogni cosa o essere creato abbiano proprie caratteristiche e limiti che li definiscano e li distinguano da ogni altra cosa creata. Ogni creatura ha un compito specifico e la perfezione di ogni creatura è proprio quando essa preserva la propria definizione e le proprie caratteristiche peculiari e adempie, grazie ad esse, al proprio compito. La vera unità non significa smorzare l’unicità espressa da ogni particolare, ma il contrario, e cioè il pieno utilizzo di tutte le forze caratteristiche di ogni particolare, per lo scopo comune.

x“Perché voi vi siete elevati al di sopra dell’assemblea dell’Eterno?” (Bemidbàr 16, 3)
Nella parashà di Kòrach la Torà racconta della contesa che vide opporsi Kòrach e la sua comunità a Moshè Rabèinu. La pretesa che Kòrach reclamava si esprimeva in questa idea: “L’intera l’assemblea è composta da uomini che sono tutti consacrati e l’Eterno è in mezzo a loro, perché voi vi siete elevati al di sopra dell’assemblea dell’Eterno?” Kòrach reclamava cioè una completa uguaglianza fra tutti i Figli d’Israele; egli voleva che ci fosse una perfetta unità fra tutte le parti del popolo. La Torà però dice che il senso interiore di questa pretesa, e ciò che da essa derivò, non fu l’unità, bensì la contesa, e anche quella del peggior tipo, tanto che da allora ogni disputa negativa che può sorgere tra Ebrei, prende forza da quella di Kòrach e della sua comunità e viene chiamata a suo nome.

Preservare l’unicità
La spiegazione a ciò la si trova allusa nelle parole di Moshè Rabèinu: “Al mattino l’Eterno farà sapere” (Bemidbàr 16, 5), che vengono interpretate così dal Midràsh: “Disse loro Moshè, D-O ha distinto dei confini nel suo mondo. Potete voi mescolare il giorno e la notte?!… Se potete impedire questa distinzione che D-O ha fatto differenziando il giorno dalla notte, allora potrete annullarla”. Il significato di queste parole è che D-O ha creato il mondo in modo che ogni cosa o essere creato abbiano proprie caratteristiche e limiti che li definiscano e li distinguano da ogni altra cosa creata. Questa differenziazione è essenziale per l’esistenza del mondo, poiché ogni creatura ha un compito specifico, ed è stata creata in funzione del compito che deve svolgere. La perfezione di ogni creatura è proprio quando essa preserva la propria definizione e le proprie caratteristiche peculiari e adempie, grazie ad esse, al proprio compito. Se una creatura non realizza gli scopi per i quali è stata creata, ma cerca di assomigliare a qualcos’altro, causa confusione in tutto l’ordine della creazione.

Una divisione Divina
La divisione fra Sacerdoti, Leviti e Israeliti (e, fra i Sacerdoti stessi, fra sacerdoti semplici e il Sommo Sacerdote) non fu una divisione arbitraria. Questa fu una divisione Divina delle diverse anime del popolo d’Israele, che furono create in modo differente l’una dalle altre, in corrispondenza alla missione spirituale affidata ad ogni tipo. La volontà di D-O è che ognuno di questi tipi svolga uno compito particolare, e perciò fu stabilita questa distinzione. L’annullamento delle separazioni fra i tipi diversi nel popolo d’Israele, non solo non avrebbe portato ad un’unità, come pensava Kòrach, ma, al contrario, la cosa avrebbe recato rovina, divisione e distruzione. La vera unità non significa smorzare l’unicità espressa da ogni particolare, ma il contrario, e cioè il pieno utilizzo di tutte le forze caratteristiche di ogni particolare, per lo scopo comune. È necessario che vi siano Sacerdoti, Leviti e Israeliti, e che ognuno di essi offra all’intero popolo ciò che egli può offrire, a seconda della sua definizione e del suo compito.

L’importanza delle separazioni
La storia di Kòrach contiene un insegnamento eterno, valido anche per i nostri giorni: c’è chi pensa che per ‘l’unità’ e per ‘la pace’ sia permesso rinunciare a diversi tipi di separazione: quelle fra uomini e donne, fra opinioni e fedi, fra Israele e le nazioni, e così via. Dalla parashà di Kòrach noi impariamo che simili atti non solo non conseguono l’unità, ma portano alla divisione dei cuori. Cose che per loro natura devono essere separate (come il fuoco e l’acqua), non possono portare benedizione se non quando sono distinte e separate. Ed è questa la via per la vera unione e per la vera pace.

(Likutèi Sichòt, vol. 18, pag. 202)

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