Una casa piena di Libri Pubblicato il 13 June, 2018

Quando l'Ebreo sente la Presenza di D-O in ogni atto ed in ogni istante, egli sprigiona ciò in modo così evidente, da ricordare anche agli altri, che lo vedono, il nostro legame assoluto con D-O, che si rivela e si mantiene nel compimento dei Suoi precetti  


Korach (g)

     Racconta il Midràsh: “Si levò Korach e disse a Moshe: ‘Una casa piena di Libri Sacri, necessita, forse, di una mezuzà?’ Gli rispose Moshe: ‘Si’. Obiettò Korach: ‘La mezuzà contiene solo due brani della Torà: quello dello “Shemà Israel” (Ascolta Israele) e quello di “Vehaià im shamòa” (Se ascolterete), mentre nei Libri Sacri vi sono scritti brani della Torà in grande quantità. Come può essere, che una casa piena di brani della Torà, abbia bisogno di una mezuzà al suo ingresso, nella quale sono scritti solo due brani della Torà?!’ Gli rispose Moshe: ‘Nonostante che una casa possa essere piena di Libri Sacri, contenenti molti brani della Torà, in ogni caso c’è la necessità di fissare al suo ingresso una mezuzà, nella quale siano scritti i brani “Shemà Israel” e “Vehaià im shamòa”’. Korach se ne andò, in disaccordo con Moshè Rabèinu.
La mezuzà viene fissata all’ingresso della casa, in una posizione che segna la distinzione tra la casa stessa e la strada. Lo scopo della mezuzà è quello di ricordare all’uomo, quando entra in casa e quando ne esce, che il Signore nostro D-O è D-O Uno ed Egli esige che noi realizziamo i Suoi precetti.
Non basta che in casa vi siano Libri Sacri. A volte, in casa vi sono Libri Sacri, ma l’uomo non si comporta secondo quello che vi è scritto, e, di conseguenza, c’è bisogno di fissare una mezuzà all’ingresso della casa! La mezuzà, infatti, ricorda all’uomo e a tutti coloro, che lo conoscono e che lo frequentano, che HaShem è Uno e che dobbiamo realizzare i Suoi precetti.
Come per la casa dell’Ebreo, così, anche, è per l’Ebreo stesso.
Il solo studio della Torà non è sufficiente. In aggiunta allo studio, l’uomo deve fissare una mezuzà all’ingresso del suo cuore e della sua mente. Egli deve ricordarsi in ogni momento della sua vita, che il Signore nostro D-O è D-O Uno e che, di conseguenza, noi dobbiamo osservare e realizzare tutti i Suoi precetti.
Come la mezuzà è visibile, a chi passa nella via, così è possibile notare l’Ebreo, che ricorda come D-O sia sempre presente a lui, e ciò è riconoscibile dal suo comportamento, in ogni suo singolo atto.
Un Ebreo che fissa lo “Shemà Israel” e il “Vehaià imshamòa” nel suo cuore, avrà il merito di ricevere la benedizione Divina nella sua casa, come è scritto nei brani della mezuzà: “E vi manderò la pioggia per i vostri campi nel giusto tempo…e raccoglierai il tuo frumento e il tuo mosto ed il tuo olio…e mangerai e ti sazierai”.

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