Aspettando Moshiach Pubblicato il 11 August, 2019

Quando si aspetta veramente Moshiach, si vuole essere pronti, ma proprio pronti! Ci mancherebbe che Moshiach aprisse la porta e ci trovasse in una casa tutta sporca e in disordine, noi ancora in pigiama e i compiti neppure incominciati...!     

pulizieNel pomeriggio del giorno di Tishà beAv, il giorno di digiuno, che ricorda la distruzione del Primo e del Secondo Tempio, vi è un uso, in alcune comunità, di pulire a fondo e tirare a lucido tutta la casa, per essere pronti ad accogliere il Re Moshiach.

                Arrivò un giorno un nuovo rabbino in un paese, nel quale le donne erano molto attente ad osservare questa usanza, facendo ciò sempre con molto scrupolo e grande entusiasmo. Il nuovo arrivato non conosceva questa abitudine, e, quando venne a sapere di ciò, pensò che un comportamento tale fosse assurdo e del tutto inadatto al clima di lutto, che accompagna questo giorno. Deciso allora a far finire questo scandalo, nel giorno di Tishà beAv, egli parlò alla popolazione riunita nella sinagoga e, con tono di grande rimprovero, disse che una simile occupazione era assolutamente proibita in quel giorno e quindi del tutto fuori discussione.

    Più tardi lo stesso rabbino, che stava camminando per le strade del paese, passando sotto le finestre aperte di una casa, udì le parole di una conversazione, che si stava svolgendo fra due donne.

     ” Sai cosa ha detto oggi il nuovo rabbino!?”- disse la prima donna, con un tono di tristezza infinita. “Che cosa ha detto?”- chiese la seconda. “Ha detto che oggi…. Moshiach non viene!!”

     Dopo aver sentito queste parole, il rabbino impallidì. Pochi minuti dopo, sotto sua richiesta, la popolazione era di nuovo riunita nella sinagoga. Con tono ora molto diverso, il rabbino si scusò pubblicamente e disse che l’usanza di quel posto era senz’altro un’ottima usanza, e che per nessun motivo avrebbero dovuto interromperla!

Lascia un commento

Devi essere registrato per pubblicare un commento.