Bo Pubblicato il 9 January, 2019

Possiamo elevarci verso la meta finale, la Gheulà vera e completa, avanzando, non più passo per passo, gradualmente, ma con un salto, che ci fa vedere come il buio comincia già ad illuminare.  


 Nella nostra parashà, quando Moshè trasmise ai Figli d’Israele il comando di D-O, rispetto al sacrificio pasquale, disse: “Traetevi e prendetevi un agnello… e scannatelo, come offerta di Pèsach.”
La mizvà è:
‘Traetevi’ – tiratevi fuori dall’idolatria. Allontanatevi dal servizio degli idoli, nel quale gli Egiziani che vi circondano sono immersi;
‘e prendete per voi un agnello’ – l’agnello è la divinità degli Egiziani, “e scannate” la loro idolatria;
‘e fate Pèsach’ – per merito dell’allontanamento e dello scannamento dell’idolatria, D-O vi salterà (ifsàch, salterà, dalla stessa radice di Pèsach) nel momento in cui colpirà gli Egiziani.

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          L’insegnamento che deriva da questi versi, si adatta ad ogni Ebreo, in ogni tempo.
‘Traetevi’ – allontanatevi da ogni forma di idolatria – da ogni servizio e da ogni cosa che vi è ‘estranea’ (zar - estraneo; avodà zarà – idolatria, servizio estraneo). Il servizio di ogni Ebreo è, come dice la Mishnà: ‘Io non sono stato creato altro, che per servire il mio Creatore’. L’unico servizio dell’Ebreo è il servizio Divino, il compimento delle mizvòt della Torà. Ogni altra cosa è estranea all’Ebreo. ‘Traetevi’ – abbandonate ogni servizio che è ‘estraneo’, ogni cosa che non è di fatto servizio Divino.
‘Prendete… e scannate’ gli idoli dell’Egitto – e cioè tutte le cose del mondo, la cui materialità comporta ristrettezza e limite.
E fate Pèsach – pèsach dal significato di superamento e salto. Il servizio Divino non sarà un elevarsi graduale verso la Santità, ma, piuttosto, un superare saltando. Una grande elevazione, senza alcuna gradualità, fino al punto in cui il buio si trasforma in luce, e l’amarezza in dolcezza. Tutto ciò che è fisico si trasformerà in Santità. Attraverso un simile servizio Divino, meriteremo che il Santo, benedetto Egli sia, ‘ci salti’ (dal colpirci), abbia misericordia di noi e ci protegga da ogni cosa negativa, e, soprattutto, da tutto ciò che si pone di ostacolo al nostro adempimento delle mizvòt.

(Riassunto dal ‘Libro dei Discorsi’ – parte 2, pag. 666 – 667)

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