Da dove viene il Messia? Pubblicato il 8 July, 2019

Come è possibile che una parashà della Torà venga chiamata col nome di Balàk, un goi, oltretutto malvagio?! Il Messia prende origine dalla discendenza di Balàk! Questo, per insegnarci che è possibile trasformare il male, come 'Balàk re di Moàv', nel bene più eccelso, 'il Regno della casa di Re David e del Re Messia'.

Balàk (a)

 balak-donkey Il nome della parashà della settimana è Balàk, secondo il nome del re di Moàv, un re goi (non Ebreo), che odiava il popolo d’Israele.
  Come è possibile che una parashà della Torà venga chiamata col nome di un goi, oltretutto malvagio?!
In verità, anche la parashà di Kòrach prende il nome da un uomo, che ha peccato, ma c’è una differenza: Kòrach era Ebreo ed i suoi figli tornarono “beteshuvà” (si pentirono e si riavvicinarono alla Torà ed ai suoi dettami).
  Al contrario, Balàk faceva parte delle nazioni del mondo e si dice di lui, nel midràsh, che nessuno odiasse il popolo d’Israele come lui!
  Eppure, proprio il nome di Balàk viene ricordato, come nome di una intera parashà, e ciò, poiché esso allude all'”itàpcha” (capovolgimento, trasformazione).
  Per “itàpcha” si intende qui: la trasformazione del male in bene, del buio in luce, dell’amaro in dolce. In che modo?
  Il Messia prende origine dalla discendenza di Balàk!
  Il Messia appartiene alla stirpe del Re Davìd. Re Davìd era della progenie di Ruth la Moabìta, e Ruth la Moabìta era la nipote di Balàk!
  Per questo, la parashà viene chiamata con questo nome, per insegnarci che è possibile trasformare il male, come ‘Balàk re di Moàv’, nel bene più eccelso, ‘il Regno della casa di Re David e del Re Messia’.
  Ed in effetti, è proprio in questa parashà, che è riportata la profezia riguardo il Messia: “Da Giacobbe ha avuto origine una stella e da Israele è sorto uno scettro” (Bemidbar 24,17) – questi è il Re Messia!
  Da ciò deriva un insegnamento:
  Anche se cadiamo nel peccato, non dobbiamo scoraggiarci! Sta a noi ricordare che, se persino dal malvagio Balak è uscito del bene, ancor più da noi, che siamo Ebrei, figli del Santo, benedetto Egli sia, più che certamente si produrrà del bene. Noi possiamo trasformare il male in bene, possiamo pentirci e tornare al meglio.
  Anche relativamente al nostro prossimo, quando incontriamo un Ebreo che si comporta male, che si trova al più basso dei livelli, come Balàk, bisogna ricordare che è possibile trasformarlo in bene!
  Ci è concesso di avere influenza su di lui, di risvegliare la sua anima, poiché è la fine di ogni Ebreo, quella di fare teshuvà (tornare a D-O ed alla Torà).

(Riassunto da ‘Itvaduiòt 5746′, parte 4, pag. 41-43)

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