I segreti del Tempio. Prima parte Pubblicato il 28 July, 2019

Secondo una specifica richiesta del Rebbe, riguardo al periodo delle tre settimane in particolare (dal 17 di Tamùz al 9 di Av), cerchiamo di offrire qui un'occasione di studio delle leggi riguardanti il Tempio, fornendo la traduzione (libera) di un avvincente discorso del Rebbe sull'argomento stesso, nel quale vengono messi in luce aspetti importanti e del tutto innovativi, riguardanti il Tempio, l'Arca ed il luogo dove essa è conservata.

 

1. Nelle sue halachòt, il Rambam descrive ciò che era contenuto nel Kodesh HaKodashim (il Santo dei Santi, il luogo più sacro del Tempio, in cui si manifestava la Presenza Divina): “vi era una pietra nel Kodesh HaKodashim, nella sua parte occidentale, sulla quale era posta l’Arca, ecc.” Egli continua, poi: “Ed al momento di costruire il Tempio, Salomone, sapendo che alla fine esso sarebbe stato distrutto, vi costruì in profondità un posto segreto e tortuoso, nel quale nascondere e conservare l’Arca, e il re Joscijàhu ordinò di porla al riparo, nel luogo che Salomone aveva costruito, come è scritto (Cronache 35,3): E disse ai Leviti consacrati al Signore, incaricati di istruire tutto Israele: “consegnate l’Arca Santa nel Tempio che ha costruito Salomone figlio di David re d’Israele, dopo di che non avrete più da portar pesi a spalla. Ed ora servite il Signore vostro D-O ed il Suo popolo Israele”. E furono messi  al riparo con essa il bastone di Aharòn, ecc., e tutto ciò non tornò con il Secondo Tempio. Ed anche gli Urim e i Tumim che erano nel Secondo Tempio non rispondevano secondo lo Spirito Santo, ecc..

    Sorge qui una domanda: come mai un testo di halachà si occupa così a lungo e nei dettagli di dove e di come e di chi avrebbe nascosto in luogo sicuro l’Arca? È il Rambam stesso, infatti, che spiega come un testo di halachà debba occuparsi esclusivamente dei temi dai quali si traggono le leggi e le regole di comportamento. Questa versione, inoltre, è soggetta a discussione e non è accettata da tutti. Come mai, allora, il Rambam appoggia una posizione, piuttosto che un’altra, se ciò non ha a che fare direttamente con l’halachà?

    2. Le affermazioni del Rambam furono spiegate dai commentatori, come una necessità di provare che la santità del Tempio non si è annullata (con la sua distruzione), e ciò evidenziando il fatto che l’Arca fu messa al riparo, al suo posto. Ma il Rambam non aveva bisogno per questo di portare come prova la questione del posto dell’Arca, in quanto egli aveva già fornito la spiegazione di come la santità del Tempio e di Gerusalemme non si annullano, in quanto la Presenza Divina non si annulla. Se, infatti, il Rambam avesse avuto bisogno di portare il posto dell’Arca come prova, come mai egli si espresse in modo impreciso, lasciando capire che il luogo costruito da Salomone fosse nel Tempio e non, in particolare, nel Santo dei Santi (come risulta dal testo in cui “vi costruì” si riferisce al Tempio, che compare subito prima nella frase), tralasciando di evidenziare, quindi, l’essenziale, e cioè che l’Arca fu messa al riparo al suo posto? Rispetto a ciò, poi, il Rambam non adduce neppure la citazione, che dice: “Ivi rimasero, fino al giorno d’oggi” (Re 1 8,8), che viene ad evidenziare come l’Arca si trovi, anche ora, al suo posto. E ancora, e principalmente, la spiegazione dei commentatori non chiarisce per nulla perché il Rambam abbia dovuto citare il re Joscijàhu, che mise al riparo l’Arca, in quanto questo particolare non c’entra per nulla con la specificità della dislocazione stessa. Il Rambam, inoltre, si dilunga in diversi particolari: il fatto che il re Salomone abbia costruito il posto dove nascondere l’Arca; che esso fosse posto in profondità, in un luogo nascosto e tortuoso; che il re Joscijàhu non pose semplicemente lì l’Arca, al riparo, ma ‘comandò’ ciò; che l’Arca non ‘fu messa al riparo ‘, ma ‘fu messa al riparo nel luogo costruito da Salomone’, ecc. (Continua)

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