Libertà spirituale Pubblicato il 6 January, 2019

L’esilio spirituale proviene dalla credenza in D-O, basata sull’intelletto. Quando la fede in D-O è limitata a ciò che la mente può comprendere, e niente più, anche il servizio Divino sarà limitato. La redenzione spirituale viene dalla fede, poichè la fede trascende l’intelletto.  


Fede ed intelletto
I Saggi ci dicono che i nostri antenati furono redenti dall’Egitto per merito della loro fede. Per capire la connessione che lega la redenzione alla fede, conviene analizzare la contrapposizione fra fede ed intelletto. Ciò che caratterizza la fede è la sua capacità di riconoscere l’esistenza e l’influenza di livelli trascendenti del Divino. Il semplice riconoscimento dell’esistenza di un Creatore, infatti, non è una caratteristica unica della fede. Anche l’intelletto arriva a rendersi conto che, poichè nulla si crea da solo, deve esservi per forza un’Esistenza che crea tutte le cose. Il riconoscimento intellettuale dell’esistenza di un Creatore è, però, molto limitato. Esso infatti accetta la nozione di D-O solo fino a dove esso può comprenderLo. Fede, invece, significa credere in qualcosa anche quando va completamente al di là della possibilità di comprensione. Così come l’intelletto cerca di razionalizzare e spiegare tutto, perfino il soprannaturale, l’uomo di fede cerca il soprannaturale ed il miracoloso che sta al di là della natura.

Il credere dell’intelletto
La capacità di credere che si basa sull’intelletto è quella che appartiene ai non Ebrei. Come il faraone disse a Moshè: Io non conosco Havaye”. Havaye (che rappresenta il nome ineffabile di D-O) è una combinazione delle parole “hayà” (è stato), “hovè” (è), “yihyè” (sarà). Havaye è perciò il nome di D-O che indica che Egli era nel passato, è nel presente, e sarà nel futuro, il tutto simultaneamente. Che un Essere possa esistere simultaneamenete nel passato, nel presente e nel futuro è qualcosa in cui noi possiamo avere fede, ma non qualcosa che possiamo comprendere. La mente umana infatti semplicemente non può capire come qualcosa possa trascendere il tempo. Ciò che quindi il faraone rinnegava, era l’esistenza di un Essere soprannaturale, che trascende il tempo. Gli Egiziani ammettevano l’esistenza del Divino, ma solo nella sua forma di Elokim, il nome Divino che indica che D-O è celato all’interno dell’ordine naturale. Essi credevano in un Essere (o una forza) in grado di manipolare la natura, fino a provocare fenomeni naturali straordinari, ma non in un Essere (o forza) in grado di cambiare, sospendere o annullare l’ordine naturale. Un fenomeno tale, infatti, trascendendo la natura, intellettualmente è ritenuto impossibile. Un altro inconveniente della capacità di credere basata sull’intelletto, è che anche quando esso arriva ad ammettere l’esistenza di determinate forze che vanno al di là della sua capacità di comprensione, esso cerca subito di sminuire l’aspetto trascendente, miracoloso di quelle forze, cercando di farle apparire più naturali possibile. Non a caso, persino davanti al miracolo dell’apertura del mar Rosso, i non Ebrei hanno cercato di farlo passare come un fenomeno naturale.

Redenzione spirituale,  redenzione fisica
Ora ci è più facile vedere ed apprezzare la connessione che lega la fede dei nostri antenati e la loro liberazione dall’Egitto. L’esilio è uno stato di confinamento, limitazione e ristrettezza. Come ogni cosa materiale ha la sua fonte e controparte nella sfera spirituale, così accade anche per quanto riguarda l’esilio fisico. L’esilio spirituale proviene dalla credenza in D-O, basata sull’intelletto. Quando la tua fede in D-O è limitata a ciò che la tua mente può comprendere, e niente più, anche il tuo servizio Divino sarà limitato. Quei comandamenti o desideri di D-O che ti sembreranno comprensibili ed accettabili, li attuerai. Quelli che invece non ti risulteranno comprensibili o accettabili, non li attuerai. Esilio spirituale. Per arrivare ad una redenzione fisica, deve esserci una redenzione spirituale. La redenzione spirituale viene dalla fede, poichè la fede trascende l’intelletto. Quando la tua fede in D-O non è limitata o costretta da ciò che la tua mente comprende, allora il tuo servizio Divino è altrettanto illimitato. Tutti i comandamenti e tutti i desideri di D-O, anche quelli che appaiono irrazionali  o insignificanti, vengono attuati con la medesima devozione. La persona che serve D-O mossa dalla fede (usando la sua mente solo nella misura in cui essa contribuisca a rafforzare la propria fede) è spiritualmente libera. La libertà spirituale conduce alla libertà fisica. I nostri antenati in Egitto erano spiritualmente liberi. Il loro servizio Divino era basato sulla fede piuttosto che sull’intelletto. Era evidente anche nelle loro attività quotidiane più banali, che essi avevano fede in un D-O soprannaturale ed incomprensibile. Attraverso questa fede che trascende l’intelletto, essi ottennero i miracoli di D-O, che trascendono l’ordine naturale.              
(Likutèi Sichòt vol. 1, pag. 239 – 241)

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