“Non aver paura” Pubblicato il 8 July, 2019

Le cose sembravano proprio mettersi per il meglio, per il signor Shwarz, dopo la crisi. Questo... fino alla rapina. L’episodio finì sui giornali: un articolo dal titolo ‘Rabbino sbaraglia rapinatori’. Come aveva potuto l'anziano signor Shwarz fronteggiare da solo così tranquillamente i malviventi? Semplice. Il Rebbe gli aveva detto di non aver paura! Ed era proprio ciò che aveva fatto!

Il signor Schwarz (uno pseudonimo) aveva raggiunto la mezza età, quando cadde in depressione. Invero, la cosa era accaduta gradualmente. Il mini-market che gestiva, nella zona Ebraica di Brooklyn, gli aveva sempre dato grandi soddisfazioni. Moltissimi erano infatti i clienti Ebrei affezionati che si servivano da lui. Ma le cose ora stavano cambiando e, ad una ad una, le famiglie stavano abbandonando la zona. I Goldman, i Bernstein, i Fisher, i suoi migliori clienti, si erano tutti trasferiti. Il tasso di criminalità intanto cresceva nella zona, tanto che era diventato pericoloso camminare per le strade. La merce restava lì sugli scaffali, e il signor Shwarz non si curava ormai più nemmeno di rinnovare il rifornimento dei pochi prodotti che ogni tanto riusciva a vendere. Si sentiva ormai fuori posto, nel suo quartiere, e d’altra parte non avrebbe nemmeno voluto andarsene, né ricominciare tutto da capo da qualche altra parte. Aveva messo su il suo negozio dal niente e gli piaceva lavorare lì. Non era neanche pronto ad andare in ‘pensione’. Si sarebbe sentito troppo inutile! D’altra parte, aveva ormai perso ogni desiderio di alzarsi al mattino. Un giorno, gli capitò di leggere un articolo su di un rabbino, il Rebbe di Lubavich, che abitava proprio a Brooklyn, e dava consigli alla gente che gli si rivolgeva. Il signor Schwarz, che era un Ebreo religioso, pensò che valesse la pena di provare. Si diresse così all’indirizzo indicato e arrivò alla sede del Rebbe. L’atmosfera era calda e viva allo stesso tempo. Molti giovani con la barba si aggiravano e si poteva sentire il melodiare delle preghiere e dello studio della Torà. Qualcuno gli strinse la mano e lo aiutò ad arrivare all’ufficio, nel quale poté prendere un appuntamento per un’udienza privata con il Rebbe, tre settimane dopo, alle ore 23. Arrivato il fatidico giorno, anzi la fatidica notte, il signor Schwarz aspettò pazientemente il suo turno, che arrivò solo verso le tre del mattino. La stanza del Rebbe era tranquilla, grandi librerie riempivano le pareti, e il Rebbe, seduto dietro una grande scrivania di mogano ricoperta di pile di lettere e documenti, lo ricevette. Il signor Schwarz gli porse una lettera nella quale spiegava la sua situazione. Il Rebbe la lesse e poi gli chiese: “Lei vuole lasciare il negozio, o no?” Il signor Schwarz cominciò a spiegare i pro e i contro e quando finì, il Rebbe guardò di nuovo la sua lettera e gli chiese: “Ma lei cosa vuole? Lo vuole lasciare o no?” “No!” rispose con forza il signor Schwarz. “Non voglio lasciarlo. Voglio restare. Ma ho paura. Ho paura dei malviventi e ho paura che non mi rimangano ormai più clienti, ma non voglio lasciare la mia attività. Per questo sono venuto qui.” Il Rebbe lo guardò intensamente, sorrise e disse: “Non c’è nulla da temere. Non abbia paura della gente e non si preoccupi di non guadagnare. Lei può guadagnare anche lì. D-O la benedica, le porti successo e buone nuove.” Il signor Schwarz tornò a casa sentendosi un uomo nuovo. Riferì a sua moglie ciò che il Rebbe gli aveva detto e il giorno dopo andò al negozio, ordinò nuova merce e decise di dare una ripulita al locale, e persino una bella tinteggiata. Insieme all’umore, anche l’afflusso dei clienti migliorò. Scoprì che molti più Ebrei di quanto pensasse abitavano ancora la zona, ed anche altri nuovi clienti non Ebrei iniziarono ad acquistare da lui, diventando poi clienti fissi. Insomma, le cose sembravano proprio mettersi per il meglio. Questo… fino alla rapina. L’episodio finì sui giornali, dove si poté vedere la foto del signor Schwarz nel suo negozio, con accanto due enormi poliziotti che, con l’aria stupita, indicavano due fori di proiettile nel soffitto. Ed ecco l’articolo, intitolato ‘Rabbino sbaraglia rapinatori’. “L’altra sera, Joe Shwarz, un anziano ma arzillo Ebreo osservante di Brooklyn, proprietario di un mini-market, al termine della sua giornata di lavoro, mentre stava per chiudere il locale dopo aver svuotato la cassa, è stato sorpreso dall’improvvisa irruzione di due rapinatori armati. Mentre uno dei due teneva sotto tiro il proprietario dell’esercizio, l’altro, dopo aver scoperto il registratore di cassa vuoto, ha cercato di avventarsi contro il signor Schwarz. L’anziano esercente, indietreggiando per sfuggirgli, ha allora gridato: ‘Fuori di qui, tutti e due, o chiamo la polizia! Non avrete un penny!’ Il signor Schwarz ha raccontato che uno dei due rapinatori, per dimostrare che faceva sul serio, ha sparato due colpi verso il soffitto, e ha poi puntato l’arma contro di lui, gridandogli: ‘Fuori i soldi o ti faccio saltare le cervella! Guarda che ti ammazzo’. Il signor Schwarz, però, incrociate le braccia, non si è piegato alle minacce. In quella, si è sentita avvicinare la sirena della polizia e un vocio proveniente da gente, che si era radunata davanti al negozio. I ladri, a quel punto, scambiatisi un rapido sguardo, sono fuggiti dalla porta, facendosi strada a spintoni fra la piccola folla che si era creata.” L’articolo si concludeva con la spiegazione che il signor Schwarz diede ad uno dei giornalisti, che gli aveva chiesto come fosse riuscito a mantenere una tale calma. “Non è stato così difficile. Ho solo fatto quello che mi ha detto il Rebbe di Lubavich, e cioè di non avere paura. Vedete? Aveva ragione!”

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