Quando la natura stessa serve D-O Pubblicato il 9 July, 2019

I nostri Saggi ci dicono che Balàk odiava il popolo Ebraico con ardore. Egli tentò quindi di colpirlo in ogni modo possibile, arrivando ad assumere lo stregone Bilàm, affinché maledisse il popolo Ebraico. Balàk e Bilàm fallirono miseramente nel loro nefasto tentativo, tanto che Bilàm, invece di maledire il popolo Ebraico finì per benedirlo. Così fu anche per quel che riguarda la liberazione del Precedente Rebbe di Lubavich: le stesse persone responsabili del suo arresto furono poi quelle che alla fine dovettero attivarsi per la sua liberazione.

rayatzBalàk e il 12-13 di Tamùz
Il Shelah afferma che tutte le Feste Ebraiche, incluse quelle di origine Rabbinica, hanno una connessione con la parashà che viene letta nella settimana in cui esse cadono. Così è anche per la Festa della Liberazione del 12 – 13 di Tamùz, che celebra il rilascio del Rebbe Precedente di Lubavich dal carcere sovietico nel quale era stato imprigionato e dal successivo esilio al quale era stato condannato, per la sua totale e completa dedizione alla diffusione dell’Ebraismo. La Festa del 12 – 13 di Tamùz è quindi correlata alla parashà Balàk, nella cui settimana essa cade quest’anno. Qual’è il nesso fra le due?

L’odio non vince
I nostri Saggi ci dicono che Balak odiava il popolo Ebraico con ardore. Egli tentò quindi di colpirlo in ogni modo possibile, arrivando ad assumere lo stregone Bilam, affinché maledisse il popolo Ebraico. La stessa cosa è vera riguardo a coloro che arrestarono il Rebbe Precedente di Lubavich. Come egli stesso scrisse in una lettera, “la sua attività religiosa era permessa, secondo le leggi del paese.” L’arresto fu il risultato degli sforzi di coloro che tentavano di ostacolare “quelli che osservano le leggi di Moshè e di Israele”, nonostante quest’opera di disturbo fosse “in opposizione alle leggi del paese.” L’odio di queste persone contro l’Ebraismo e contro gli Ebrei osservanti fu, come nel caso di Balàk, così grande che essi furono pronti a contravvenire alle leggi del paese, pur di ostacolare l’opera sacra del Rebbe Precedente. Balàk e Bilàm fallirono miseramente nel loro nefasto tentativo, tanto che Bilàm, invece di maledire il popolo Ebraico, compito per il quale era stato ingaggiato, finì per benedirlo. Così fu anche per quel che riguarda la liberazione del Precedente Rebbe di Lubavich: le stesse persone responsabili del suo arresto furono poi quelle che alla fine dovettero attivarsi per la sua liberazione, compiendo in seguito anche ogni sforzo per consentire al Rebbe di lasciare il paese. Ciò evidenzia il fatto che il rilascio del Rebbe rappresentò un miracolo tanto elevato, da aver potuto aver luogo senza dovere neppure infrangere i limiti della natura, ed anzi, piuttosto, vestendosi di essa.

La forza dell’auto-sacrificio
In termini generali, vi sono tre modi in cui il Divino agisce, in relazione a questo mondo: a) la conduzione naturale quotidiana di questo mondo; b) una condotta miracolosa che trascende e nega i limiti della natura; c) una condotta miracolosa che proviene da un livello così alto di rivelazione Divina che, invece di negare la natura, è in grado di vestirsi di essa. In quest’ultimo caso, la natura stessa è così permeata di spiritualità, da acconsentire e prestarsi essa stessa al miracolo. Così fu il miracolo di Purim. Pur presentandosi come un susseguirsi di eventi naturali, fu chiaro a tutti quanto esso trascendesse la natura. Così fu anche per il miracolo del 12 – 13 di Tamùz, nel quale le stesse persone che ordinarono l’arresto del Rebbe, ne ordinarono in seguito la liberazione. Il Rebbe Precedente meritò questo tipo di miracolo, poiché il suo stesso essere era permeato da un vero e proprio, totale auto-sacrificio. Questo, in quanto la sua opera di diffusione dell’Ebraismo in Russia richiedeva necessariamente auto-sacrificio per ogni singolo aspetto della Torà e dei precetti. I nostri Rabbini ci dicono che un servizio Divino infuso di auto-sacrificio arriva a dei livelli così elevati, da trasformare la natura stessa in uno strumento per il Divino. L’incondizionato auto-sacrificio del Rebbe Precedente ha comportato quindi un miracolo del livello più elevato.

(Basato su Likutèi Sichòt, vol. 18, pag. 237-238, 300-306)

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