Si può cambiare Pubblicato il 4 June, 2019

È relativamente facile abituarsi fin dall’inizio a procedere nella retta via, mentre è molto più difficile cambiare le abitudini, superare le limitazioni che si sono radicate nel passato e intraprendere una strada nuova. Con l’uscita dall’Egitto, D-O ha dato ad ogni Ebreo la forza di superare i limiti.  


“Io sono l’Eterno tuo Signore, Che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”

Nella festa di Shavuòt il Santo, benedetto Egli sia, è sceso sul monte Sinai e, al cospetto di tutto il popolo d’Israele, ci ha dato la Torà. Il primo dei Dieci Comandamenti è: “Io (Anochì) sono l’Eterno tuo Signore, Che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”. I commentatori chiedono: perchè D-O disse “Che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”, e non qualcosa che sembrerebbe di importanza ben più centrale, come: “Che ha creato il cielo e la terra e vi ha fatti”? La creazione del mondo è, apparentemente, un fatto incomparabilmente più grandioso dell’uscita dall’Egitto, che è uno dei prodigi operati da D-O. Inoltre, l’uscita dall’Egitto è un’esperienza vissuta solo da quella generazione che ne fu testimone e protagonista, mentre la creazione del mondo è una realtà che ogni generazione può comprendere e di cui può percepire la grandezza. Perchè allora D-O, nel momento in cui Si rivelò al Suo popolo, scelse di dare importanza proprio all’uscita dall’Egitto?

Creazione senza sforzo

La Chassidùt ci insegna che, da un certo punto di vista, proprio l’uscita dall’Egitto possiede una qualità, che è addirittura più elevata di quella della creazione del mondo. Per ‘creazione’ si intende la creazione di qualcosa dal nulla. Pur trattandosi di un atto del tutto straordinario e prodigioso, che noi, esseri creati, non possiamo in alcun modo comprendere ed afferrare, per quanto riguarda il Santo, benedetto Egli sia, esso non rappresenta affatto un avvenimento eccezionale. Essendo Egli Infinito e senza limiti, non è una cosa straordinaria per Lui creare l’esistenza dal nulla. La creazione, inoltre, è avvenuta per mezzo della parola di D-O – “con la parola di D-O vennero creati i cieli, e con l’alito della sua bocca tutte le loro costellazioni” (Salmi 33:6). La parola rappresenta una forza esteriore, qualcosa che non richiede sforzo. Così è per la creazione del mondo, nella quale è coinvolto solo un riflesso esteriore della forza del Santo, benedetto Egli sia, allo stesso modo come la parola dell’uomo viene pronunciata con facilità e senza alcun bisogno dell’attivazione di forze interiori e profonde.

Cambiamento delle leggi

L’uscita dall’Egitto, invece, è un atto di tipo completamente differente. Qui ci fu bisogno di interferire nella creazione e nelle leggi che D-O Stesso aveva stabilito per essa. Perché potesse realizzarsi l’uscita dall’Egitto, furono necessari segni e prodigi, che oltrepassarono i limiti della natura. Per questo essa fu operata non per mano di un angelo, e non per mano di un saràf, ma per mano del Santo Stesso, benedetto Egli sia, nella Sua gloria – “quando si manifestò loro il Re dei re, il Santo, benedetto Egli sia, e li liberò”. La forza Divina coinvolta nell’uscita dall’Egitto fu incomparabilmente più grande e profonda di quella coinvolta nella creazione del mondo. Per cambiare i limiti della creazione, infatti, sono necessarie forze più elevate e più profonde.  Per questo D-O disse al Matàn Torà: “Che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”.

Uscita dai limiti

Anche nell’uomo è possibile trovare questi due aspetti: è relativamente facile abituarsi fin dall’inizio a procedere nella retta via, mentre è molto più difficile cambiare le abitudini, superare le limitazioni che si sono radicate nel passato e intraprendere una strada nuova. Con l’uscita dall’Egitto, D-O ha dato ad ogni Ebreo la forza di superare i limiti e di essere salvati dall’ ‘Egitto’ (Egitto = Mizraim significa anche  ‘ristrettezze’), e cioè dalle proprie ristrettezze personali. Questa forza si radicò profondamente al momento del Matàn Torà, quando D-O introdusse i Dieci Comandamenti, enfatizzando l’uscita dall’Egitto. Da allora, ogni Ebreo ha la possibilità di superare qualsiasi ostacolo ed ogni abitudine negativa e di fare la volontà di D-O in modo pieno e completo.  

(Igròt Kodesh, vol. 2, pag. 39)

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