Chài Elùl Pubblicato il 6 Settembre, 2020

La vitalità del mese di Elùl, che viene poi trasmessa a tutto l'anno, è racchiusa e viene sprigionata dal 18 di Elùl, il giorno della nascita dei due grandi luminari, i fondatori della Chassidùt in generale e della Chassidùt Chabad. La luce che la Chassidùt porta all'Ebreo è l'assaggio della luce che ci illuminerà nella Gheulà vera e completa, che si sta ormai per rivelare.  

  Il concetto che l’Ebraismo ha del tempo è differente da quello del resto del mondo. Invece che vedere, infatti, il tempo come una progressione lineare, una sequenza di momenti successivi, i nostri Saggi parlano di cicli di tempo. Ogni settimana noi diciamo “Questo è il primo giorno della settimana”. Nonostante molte settimane siano passate dall’inizio della Creazione, ogni settimana, il ciclo inizia nuovamente ed il primo giorno della creazione si ripete. Allo stesso modo vi è un ciclo dell’anno, che include l’intera serie di cambiamenti e sviluppi, che avvengono nel corso dell’anno. La parola Ebraica che esprime ‘anno’, shanà, allude a questo stesso concetto, poiché essa significa anche “ripetizione”.

   La Chassidùt porta qui un insegnamento, che rivela un concetto ancora più profondo. Ogni singolo istante include l’intero continuum del tempo, tutto il  passato e  tutto il futuro. Questo concetto richiede una spiegazione.  D-O ha creato il mondo dal nulla assoluto. A differenza dell’artigiano, che crea una nuova forma dalla materia grezza, o del pensatore che sviluppa un’idea dal suo potenziale, D-O ha portato in essere l’esistenza, dal nulla più assoluto e totale. Per questo, il primo istante di esistenza che Egli creò, includeva in se stesso ogni momento successivo. Quest’idea è implicita nella descrizione che la Torà dà del primo giorno della Creazione, cui Essa si riferisce con l’espressione “un giorno”. Strutturalmente l’espressione “il primo giorno” sarebbe stata più appropriata. La Torà, però, lo chiama “uno”, per dirci che quello fu un giorno di unità. “D-O era uno con il Suo mondo” (Bereshìt Rabbà 3:8, Rashi). L’esistenza nella sua totalità, tutto lo spazio e tutto il tempo erano uniti in un’unità unica con D-O.

    Il Baal Shem Tov ci insegna che la creazione è un fenomeno, che continua sempre. Il mondo non ha una sua esistenza indipendente e, ad ogni istante, D-O dà nuovamente esistenza a tutto il Creato. Per questo, ogni momento include ogni istante precedente ed ogni istante successivo dell’esistenza, così come il primo momento della Creazione conteneva tutto il tempo. Questo concetto risulta ancora più evidente a Rosh haShanà (Capodanno). Il termine ‘capo dell’anno’ sta a significare che, come la testa  dell’uomo contiene l’energia vitale per tutti gli organi del corpo, così Rosh haShanà, la ‘testa’ dell’anno, contiene l’energia vitale per tutto l’anno a venire. I nostri Rabbini ci hanno insegnato che “l’inizio è impiantato nella fine e la fine nell’inizio”. La fine dell’anno, quindi, il mese di Elùl, ha un’importanza che va oltre a se stesso, poiché esso include l’energia vitale per l’intero anno. A Elùl, infatti, ci viene data la possibilità di “fare l’inventario”, e di compensare, con il pentimento, tutte le mancanze nella nostra condotta riguardante l’anno, che si conclude.

     In particolare, gli ultimi dodici giorni dell’anno corrispondono ai dodici mesi dell’anno. In ognuno di questi giorni ci è data la possibilità di elevare e raffinare il nostro servizio corrispondente a ciascuno dei dodici  mesi. In questo contesto, il 18 di Elùl (Chài Elùl, in Ebraico), corrisponde al mese di Tishrei, il primo mese, che, come Rosh haShanà, ha una natura onnicomprensiva. Questa qualità conferisce a questo giorno un’influenza particolare, capace di estendersi molto al di là del momento stesso, in cui lo viviamo.

 Il Rebbe precedente, il Rebbe HaRaiàz, dice di questo giorno: “‘Chài Elùl’ immette chaiùt (energia vitale) nel servizio del mese di Elùl”. La vita riflette la Divinità. La materia fisica di ogni entità è governata dalle regole e dai limiti della natura. La sua  vitalità, invece, è un potenziale Divino, che non sottostà a questi limiti. Chài Elùl, giorno della nascita sia del Baal Shem Tov, fondatore del movimento chassìdico, sia di Rav Shnèur Zalman di Liàdi, fondatore della Chassidùt Chabad, ci fornisce la possibilità di immettere questo potenziale Divino illimitato nella nostra esistenza. Abbiamo spiegato come ogni momento, e Chài Elùl in particolare, abbiano una natura onnicomprensiva, il cui potenziale si estende al di là dei limiti del momento presente. Questa mancanza di limitazione è comunque ancora ristretta dai confini dell’ordine naturale. Non vi è un trascendere totale del tempo e dello spazio. D-O, invece, è al di sopra di ogni confine e di ogni limite. L’intera struttura della Creazione non Lo limita. Egli ha dotato il Popolo Ebraico e la Torà di questo stesso potenziale, veramente illimitato. Per questo l’Ebreo ha la possibilità, attraverso il suo servizio della Torà e delle mizvòt di introdurre vita, un riflesso della trascendenza Divina stessa, in Elùl, e di innalzare quindi questo mese ed il servizio di tutto l’anno, in esso incluso, ad un piano incommensurabilmente più elevato.

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