Un miracolo di Rabbi Shimon barYochai Pubblicato il 12 May, 2020

Una storia che ha dell'incredibile, come ogni miracolo. La gioia di Rabbi Shimon bar Yochai ha un potere che non possiamo immaginare, persino quello di vincere una guerra a suon di canti e di balli.....

Vi è un concetto di Chassidùt che è prezioso da comprendere e da realizzare per ognuno di noi: ‘poca luce disperde una grande oscurità’. Questa storia ne è un esempio. Era il mese di maggio del 1948, poco dopo la dichiarazione della nascita dello stato d’Israele, quando l’esercito giordano, schierando le sue truppe migliori e più addestrate, circondò Gerusalemme, isolandola per diverse settimane. I tentativi del nascente esercito Israeliano di rompere l’assedio erano falliti, mentre gli abitanti della città cominciavano a soffrire la fame. Le poche centinaia di soldati Ebrei che cercavano di difendere la città, sapevano che ad ogni momento poteva venir dato l’ordine di assalto dal comando giordano e che Gerusalemme sarebbe caduta nelle loro mani, con il conseguente massacro dei suoi abitanti (proprio come era accaduto a Kfàr Etzion, poche settimane prima). Niente sembrava ormai frapporsi fra il nemico e la sua totale vittoria… o almeno quasi. Di fatto, vi erano state delle azioni che avevano sventato, in modo del tutto miracoloso, alcuni attacchi isolati, ma tutti sapevano che non poteva durare. Ogni giorno vi era ancora un Ebreo, e ancora un Ebreo colpito dagli incessanti colpi dei nemici. Era ormai la vigilia di Lag baOmer, il giorno in cui, quasi 2000 anni fa, Rabbi Shimon bar Yochài aveva rivelato, prima di morire, i più profondi segreti mistici della Torà, dichiarando che quello stesso giorno della sua morte avrebbe dovuto essere, da allora in poi, un giorno di grande gioia. La tradizione voleva che la sera si accendessero fuochi e si manifestasse la gioia con canti e balli. Ma come era possibile in quel frangente?! Accendere un fuoco di notte sarebbe stata una follia, un suicidio. Un invito per il nemico al tiro al bersaglio! Qualcuno però ebbe un’idea: come è uso a Gerusalemme accendere le candele dello Shabàt quaranta minuti prima del tramonto (e non 20 come negli altri luoghi), così avrebbero potuto fare con i fuochi di Lag baOmer! Essendo ancora giorno, la loro luce non sarebbe stata notata e ci sarebbe stato un po’ di tempo per gioire, anche se in ‘sordina’. Una trentina di chassidìm si radunarono, portando ognuno quello che poteva, per accendere un fuoco. Avrebbero anche fatto la tradizionale ‘parata’, questa volta in ‘punta di piedi’, fino al luogo dove avrebbero festeggiato. E così fu. Accesero il fuoco e, tenendosi per mano in un cerchio, iniziarono a ballare e a cantare sottovoce. Ma, piano piano, stranamente fu come se la paura scomparisse e, pieni di gioia, iniziarono a battere le mani, cantare a piena voce, ridere e saltare, danzando rapiti e ad occhi chiusi. Si stava facendo ormai buio, quando all’improvviso esplosioni di cannonate nemiche li destarono dalla loro estasi. Ognuno corse a casa sua, per riunirsi alla propria famiglia, in attesa della fine. L’attacco continuò. Molti si precipitarono nella sinagoga, dove il rabbino ripeteva il salmo 91, implorando la misericordia e la protezione Divina. E questa arrivò! Dopo più di un’ora, il bombardamento cessò. Nessuno era stato ferito e tutto era tornato silenzioso. L’attacco vero e proprio tanto temuto non era arrivato. Fu allora che si scoprì la verità, l’incredibile miracolo. Un soldato Ebreo arrivò di corsa, urlando: “Siete voi quei pazzi che si sono messi a cantare e ad accendere fuochi?! Voi non avete idea di quello che è successo! I giordani si sono ritirati!! Dovevano essere molto più vicini di quanto pensassimo, ma quando vi hanno sentito cantare ed hanno visto il fuoco, si sono spaventati! Hanno pensato che l’unica cosa che avrebbe potuto rendervi così felici fosse l’arrivo di armi e rinforzi, e che certo stavate per attaccarli! Così sono scappati! Ce lo ha detto uno degli arabi! I colpi di cannone sono stati sparati per coprire la loro ritirata!! È stato un miracolo! Un miracolo di Rabbi Shimòn barYochài! Se non fosse stato per i vostri canti, ci avrebbero ammazzati tutti di sicuro!”

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