16 Nisan 5779 - 21 Apr 2019 Sun

    Settimana di

    parashà Lech Lechà

Un Pensiero al Giorno (HaYomYom)


Mercoledì                                                  16 Nissàn                                              5703

         Secondo giorno di Pèsach; 1°dell'omer

La seconda sera di Pèsach l'ordine della preghiera,....

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“Un sacrilegio nei confronti dell’Eterno” Pubblicato il 13 March, 2019

Quando la condotta dell’uomo verso il suo prossimo è mancante, si è portati a pensare che ciò riguardi solo, per l’appunto, l’uomo ed il suo prossimo. La Torà ci viene ad insegnare invece, che è proprio contro D-O che noi agiamo, in quel caso!


Il Vitello d’Oro – L’apertura al pentimento Pubblicato il 21 February, 2019

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La differenza fra il servizio di un giusto e quello di un penitente riguarda due diverse vie di servire D-O. Il servizio del giusto è quello di rivelare il Divino nel mondo. Il servizio del penitente, invece, eleva il mondo fisico stesso alla santità.


Un albero particolare Pubblicato il 27 November, 2018

Una grande carrozza nera doveva portare l’Admòr HaZakèn fino alla prigione, dove i suoi nemici volevano rinchiuderlo. Per strada, però, accadde che…


Due differenti dinamiche Pubblicato il 12 September, 2018

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La traduzione convenzionale per teshuvà è ‘pentimento’, ma essa ne limita il suo vero significato. La sua traduzione più fedele, che ne rispecchia anche il concetto espresso, è ‘ritorno’.


Elùl e la teshuvà Pubblicato il 30 August, 2018

La teshuvà riflette un grande e struggente desiderio di aderire a D-O, desiderio che aggiunge energia e vigore ad ogni aspetto del nostro adempimento della Torà e delle mizvòt.


HaMelech ba sadè (‘il Re nel campo’) Pubblicato il 9 August, 2018

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La vicinanza di D-O al Suo popolo si esprime, in particolare, nel mese di Elùl, come risulta dalla suggestiva parabola dell’Admòr HaZakèn, del ‘re nel campo’.


Perché la teshuvà non rientra nel numero delle mizvòt Pubblicato il 24 May, 2018

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Tutto lo scopo del pentimento è che esso porti ad un risveglio interiore, ad un desiderio di tornare a D-O, un risveglio che deve venire dall’uomo stesso. Per questo non può esservi un comando in proposito, poiché allora un simile processo non sorgerebbe dall’uomo stesso. Ecco perché la Torà non ha comandato di pentirsi, affinché questo processo sia in tutto e per tutto solo il frutto di una iniziativa interiore dell’uomo.


HaYomYom: 11 Nissàn 5772 Pubblicato il 22 April, 2012

Nel giorno del proprio compleanno, l’uomo deve ritirarsi in solitudine per una parte del suo tempo, e ripensare alle proprie esperienze, meditando intensamente su di esse. Egli deve, quindi, pentirsi e correggere quelle azioni (del suo passato), che richiedono correzione e pentimento.