La minestra rovesciata Pubblicato il 23 Aprile, 2012

Quel viandante maldestro non faceva altro che combinare pasticci. “Attento!”, gridò la donna, ma era troppo tardi, anche il terzo piatto di minestra si era rovesciato!

Quando il famoso Rabbi Elimelech di Lizensk e suo fratello, Reb Zusia, non erano ancora conosciuti come guide spirituali di migliaia dichassidìm, essi usavano imporsi un “esilio” forzato, che li vedeva girovagare di luogo in luogo, vivendo della misericordia e dell’ospitalità del prossimo. Lo scopo di questo “esilio” era quello di conoscere la sofferenza ed imparare l’umiltà e prepararsi così ad essere delle guide capaci di capire le sofferenze del popolo e non cadere nella presunzione. Essi intendevano anche espiare così i peccati che avevano commesso involontariamente.

   La vigilia di un Sabato, i due uomini capitarono in un piccolo villaggio, dove aspettarono che qualcuno offrisse loro ospitalità per lo Shabàt. La gente di quel paese era molto povera, ed a stento aveva di che sfamare la famiglia. Erano tutti ormai usciti dalla sinagoga, quando finalmente il rabbino, che era il più povero di tutti, li invitò a casa sua.

   La moglie del rabbino, che non si aspettava ospiti, non riuscì a nascondere il proprio imbarazzo e disappunto. Il suo rancore crebbe, poi, quando Reb Elimelech, dopo aver avvicinato il proprio piatto di minestra annacquata, prima ancora di riuscire a mettere in bocca il primo cucchiaio, con un gesto maldestro, rovesciò tutta la minestra.

    “Perché non state più attento!”, ella gridò, mentre suo marito cercava di calmarla. Dopo avergli servito un secondo piatto di minestra, ancora più annacquata, ella non potè credere ai propri occhi, quando vide ancora una volta la minestra finire sulla tovaglia!

 La donna stava ormai per esplodere: “Io privo i miei figli anche di un po’ di minestra e questo mendicante maldestro rovescia anche il secondo piatto!” Solo a fatica il marito riuscì nuovamente a calmarla, dopodichè, rinunciando al proprio piatto, egli lo porse all’ospite, sperando che questi non si sentisse troppo imbarazzato. L’ospite invece, profondamente immerso nei propri pensieri, non sembrava neppure essersi accorto dell’accaduto. Aveva appena afferrato il cucchiaio, quando… “Attento!”, gridò la donna, ma era troppo tardi, anche il terzo piatto si era rovesciato.

  A quel punto intervenì Reb Zusia: “Non preoccupatevi, Rebbezin, questo non può essere un semplice incidente. Certo qualcosa accade nelle sfere superiori. Da qualche parte nel mondo la vostra minestra rovesciata deve aver salvato qualcosa di molto più prezioso per gli Ebrei.”

  Alcune settimane dopo si venne a sapere che in quella stessa sera, lo zar stava per firmare un decreto ai danni degli Ebrei quando, per tre volte, il calamaio si rovesciò, cosa che lo convinse alla fine  a desistere dal suo progetto, percependo che qualche forza superiore vi si opponeva. La moglie del rabbino capì allora che i suoi ospiti dovevano essere persone fuori dal comune e, alla fine, fu persino contenta della sua minestra rovesciata!

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