Bisogna inchinarsi a Yosef Pubblicato il 25 Novembre, 2021

Noi non dobbiamo pensare che l’Ebreo, che ha raggiunto un livello elevato nel servizio Divino, può accontentarsi delle sue proprie forze. Anche lui deve attaccarsi a Yosèf, al Giusto della generazione, al leader della generazione.

“Ecco, ho fatto un altro sogno, ed ecco che il sole, la luna e undici stelle si prostrano a me” (Bereshìt 37:7)
La parashà Vayeshev racconta dei sogni di Yosèf. Nei due sogni, si trova espresso un unico punto centrale: l’annullarsi ed il prostrarsi delle altre tribù a Yosèf. Nel primo sogno la cosa si esprime attraverso l’immagine dei ‘covoni’, mentre nel secondo sono ‘il sole, la luna e le undici stelle’ a ribadire il concetto. Nel primo sogno si parla di cose terrene, semplici, come legare covoni nel campo. Ciò rappresenta una condizione iniziale, quando ci troviamo ancora in basso, ai livelli inferiori. Nel secondo sogno ci troviamo già ad un grado incomparabilmente più alto, come il sole, la luna e le stelle, che rappresentano livelli elevati e superiori. Il principio resta comunque lo stesso: la necessità di inchinarsi a Yosèf.

Unione nella divisione
Nella sua essenza, la missione dell’Ebreo nel mondo consiste nel “legare covoni nel campo”. Le spighe crescono separate l’una dall’altra, ed il lavoro di ‘legare covoni’ è quello di unire le singole spighe in un unico covone. Questo è anche il lavoro dell’anima Divina: essa scende in basso, nel ‘campo’, dove le cose sembrano divise e separate dall’unità Divina, ed il suo compito è di fare di tutte le proprie facoltà e di tutte le cose del mondo dei ‘covoni’, un qualcosa di unito a D-O. Il sogno di Yosèf ci insegna che, dopo tutto questo lavoro, si deve arrivare ad un ulteriore collegamento: quello dei ‘covoni’ con il Giusto (Zadìk). Come tutti gli organi del corpo devono essere collegati alla testa, annullandosi completamente ai suoi comandi, così ogni ‘covone’, e cioè tutti i figli d’Israele, devono annullarsi davanti al ‘covone’ del Giusto della generazione e seguire le sue istruzioni ed i suoi insegnamenti.

Ad ogni livello
Nel secondo sogno, non si parla ormai più del ‘campo’. Non si parla più nemmeno del lavoro dei ‘covoni’. Questo sogno si occupa di livelli infinitamente più elevati, quando l’Ebreo ha già compiuto il suo lavoro che concerne le cose del mondo ed è già riuscito a raggiungere la radice della propria anima, come è detto in Ecclesiaste (12:7) “e lo spirito torni a D-O Che l’ha dato”. Egli si trova ai livelli più elevati – ‘sole, luna e stelle’. Eppure, nonostante tutto ciò, gli viene detto che l’obbligo di “si prostrano a me” riguarda anche questo livello superiore. Noi non dobbiamo pensare che l’Ebreo, che ha raggiunto un livello elevato nel servizio Divino, può accontentarsi delle sue proprie forze. Anche lui deve attaccarsi a Yosèf, al Giusto della generazione, al leader della generazione, ed annullarsi davanti a lui. Solo in questo modo egli potrà arrivare al proprio perfezionamento e portare perfezionamento a tutto Israele, in generale.

Un insegnamento fondamentale
Questi due sogni di Yosèf ci insegnano due cose fondamentali riguardo al servizio Divino: per cominciare, occorre un lavoro personale: “legare covoni”. Bisogna affaticarsi e sforzarsi, per unificare tutti gli aspetti del mondo (il ‘campo’) con D-O. Questo però non è sufficiente: deve esserci anche un annullarsi alla testa, alla guida del popolo d’Israele, al Giusto della generazione. Ciò va fatto a qualsiasi livello la persona si trovi. Questo è lo strumento per mezzo del quale è possibile ricevere la grande influenza che ci viene da Yosèf, dal Giusto, fondamento del mondo, che esiste in ogni generazione.
(Da Likutèi Sichòt, vol. 3, pag. 808)

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