Tu hai la forza, questo è un dato di fatto! Pubblicato il 2 Settembre, 2021

C'è chi dice: “Ai nostri giorni è difficile osservare l’Ebraismo senza compromessi." Ed è qui che la Torà stabilisce: “Voi vi trovate qui fermi e saldi “, come dato di fatto. È un fatto che l’Ebreo stia eretto con tutta la forza e decisione, ed abbia la possibilità di fare la volontà di D-O. Egli deve solo rivelare le forze che si celano in lui.

“Oggi voi tutti vi trovate qui forti e saldi” (Devarìm 29:9)
Nello Shabàt che precede Rosh HaShanà si legge sempre la parashà Nizavìm, nella quale D-O conclude un patto col popolo d’Israele: “Oggi voi tutti vi trovate qui forti e saldi dinanzi all’Eterno, il vostro Signore, dai vostri capi… fino a chi attinge l’acqua, così che tu possa entrare nel patto con l’Eterno”. In questo verso spiccano due elementi in apparenza contraddittori: all’inizio è messa in rilievo l’unione di tutte le componenti del popolo – “Oggi voi tutti vi trovate qui forti e saldi” – tutti come una cosa sola, senza che si vedano le differenze fra l’uno e l’altro; subito dopo, la Torà cita in dettaglio tutti i diversi gradi esistenti nel popolo, dai “capi” a “quelli che tagliano la legna” e a “quelli che attingono l’acqua”.

Unione e diversità
Qui la Torà ci insegna che è necessaria una combinazione dei due approcci: da un lato tutti si devono unire, come se fossero un uomo solo; e allo stesso tempo ognuno deve conoscere il proprio compito particolare e la sua missione speciale e unica, commisurata alla sua condizione e alle sue capacità. Una simile pretesa non è però certo facile. Se si dà risalto a ciò che accomuna, sfumano le differenze fra uno e l’altro; e se si dà risalto alle differenze, come è possibile conservare una completa unione? La risposta è: “dinanzi all’Eterno, il vostro Signore”. Dal momento che tutti stanno davanti a D-O, e il legame con D-O comprende tutta l’essenza della persona, le particolarità di ciascuno non disturbano la sensazione di completa unione.

Il compito dei ‘capi’
La cosa non è simile a un gruppo di persone che si organizzano in vista di un determinato scopo, contribuendo chi con il proprio denaro, chi con il proprio sforzo, chi con le proprie conoscenze. In quel caso, infatti, la partecipazione all’opera comune comporta il coinvolgimento di un solo aspetto di ciò che compone la persona stessa, nella sua totalità, mentre riguardo a tutto il resto ognuno rimane un individuo a sé. Quando invece Ebrei si uniscono “dinanzi all’Eterno, il vostro Signore”, allo scopo di operare all’interno del patto con D-O, in questo caso il patto fa sì che siano compresi tutti gli aspetti e tutta la realtà dell’uomo, con tutte le sue facoltà e tutte le sue caratteristiche. Per questo, non vi è qui contraddizione fra le particolarità uniche di ognuno, col suo compito definito, e l’unione di “tutti voi”. Il compito dei “vostri capi”, delle guide spirituali che hanno influenza sulle loro comunità (e anche di ognuno, come capo della propria famiglia), è quello di rafforzare l’Ebraismo in modo concreto e quotidiano. Essi devono parlare al pubblico di cose semplici e pratiche, e risvegliare lo spirito della teshuvà (pentimento, ritorno a D-O). Il compito degli Ebrei semplici è quello di affrontare tutte le difficoltà senza compromessi e con tutta la forza.

Rivelare la forza
Verrà qualcuno e dirà: “Ai nostri giorni è difficile osservare l’Ebraismo sempre in tutti i particolari, senza compromessi. Ed è qui che la Torà stabilisce: “Voi vi trovate qui fermi e saldi “, non come ordine o promessa, ma come dato di fatto. È un fatto che l’Ebreo stia eretto con tutta la forza e decisione, ed abbia la possibilità di fare la volontà di D-O. Egli deve solo rivelare le forze che si celano in lui. Noi dobbiamo iniziare l’anno con la ferma decisione di compiere la missione di D-O nel mondo, ed allora D-O realizzerà ciò che è scritto nei versi seguenti: “Così da continuare a essere oggi il Suo popolo”, fino al completamento più grande: la Redenzione vera e completa.

(Da Likutèi Sichòt, vol. 9, pag. 462 e Igròt-Melech, vol. 1, pag. 75)

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