Unione dei regni Pubblicato il 9 Dicembre, 2021

Moshiach ricoprirà due ruoli: da un lato egli sarà re, con il compito di indurre il popolo d’Israele a seguire la via della Torà, di combattere i nemici di Israele e far trionfare la giustizia e l’equità nel mondo, d’altro lato, Moshiach sarà anche un pastore spirituale ed una guida.

“Il Mio servo Davìd sarà re su di essi e tutti avranno un solo pastore… e Davìd Mio servo sarà nassì per loro, per sempre” (Yechezkèl 37: 24-25)
La parashà Vaygàsh inizia con il dialogo fra Yehuda e Yosèf, che esprime il complesso schema di rapporti fra queste due tribù principali: il regno di Yehuda e il regno di Yosèf. Proprio di ciò tratta l’haftarà, che parla dell’unione dei due regni, esprimendosi così: “Il Mio servo Davìd sarà re su di essi e tutti avranno un solo pastore… e Davìd Mio servo sarà nassì (leader, principe, capo) per loro, per sempre”. I nostri Saggi spiegano che le parole dell’haftarà si riferiscono ai Giorni di Moshiach, quando il popolo d’Israele non sarà più diviso in due regni, Yehuda e Yosèf, ma Moshiach, re della casa di Davìd, della tribù di Yehuda, sarà l’unico re e l’unico nassì.

Un doppio ruolo
Analizzando le parole usate nel verso, scopriamo che Moshiach è chiamato una volta ‘re’ e un’altra volta ‘nassì’. Anche nei suoi rapporti col popolo, noi riscontriamo questa distinzione: quando egli è chiamato ‘re’, il profeta dice “re su di essi”, mentre quando è chiamato ‘nassì’, è detto “nassì per loro”. Ciò spiega i due ruoli che ricoprirà Moshiach: da un lato egli sarà re, con il compito di indurre il popolo d’Israele a seguire la via della Torà, di combattere i nemici di Israele e far trionfare la giustizia e l’equità nel mondo. D’altro lato, Moshiach sarà anche un pastore spirituale ed una guida, che insegnerà Torà al popolo e grazie a lui “si moltiplicheranno la conoscenza, la sapienza e la verità” (Rambam, Hilchòt Hateshuvà, cap. 9:2). Per queste sue azioni egli è chiamato nassì, come il capo del Sinedrio che era chiamato nassì.

Re e nassì
Questi due ruoli sono rappresentati al momento da Yehuda e Yosèf. Yehuda, che fu mandato da Yacov “a preparargli una Casa di Studio, dalla quale far uscire l’insegnamento” (Tanchùma Vaygàsh, 12), rappresenta la Torà, mentre Yosèf, il viceré dell’Egitto, rappresenta il regno. La novità che caratterizzerà i Giorni di Moshiach, sarà l’unione che D-O opererà fra questi due aspetti. D-O unirà il “legno di Yehudà” e il “legno di Efraim” in un “legno unico”, come è detto nell’haftarà, e Moshiach comprenderà in sé questi due tipi di leadership, poiché sarà anche re e anche rav (rabbino, maestro) e guida. Per questo, quando Moshiach è definito come ‘re’, la forma del testo è “re su di essi”, dato che il regno, per sua natura, comporta il governare sul popolo, e il re è più elevato ed è distinto dal popolo. Quando invece egli è chiamato ‘nassì, è detto “nassì per loro”, poiché il secondo ruolo di Moshiach, quello di essere rav e guida, si svolge in una forma di avvicinamento al popolo, e per questo è detto “nassì per loro”.

La qualità principale
Nonostante la principale novità che accompagnerà la venuta di Moshiach sarà il suo regno, che porterà tutto il mondo a comportarsi nel modo giusto e a servire D-O, in ogni caso vi è un vantaggio particolare nel secondo ruolo, quello della leadership e dell’insegnamento delle vie di D-O. Il regno porta infatti solo alla riparazione del mondo, così da renderlo consono al suo scopo, ma lo scopo vero è rivelare nel mondo la verità Divina, e questo è il compito del leader. Per questo, proprio riguardo alla leadership è detto “e Davìd Mio servo sarà nassì per loro, per sempre”, poiché l’aspetto principale dell’eternità del regno di Moshiach non è nel regno stesso, ma proprio nella sua influenza come leader e pastore spirituale, che “istruirà il popolo e gli indicherà le vie del Signore” (Rambam, Hilchòt Hateshuvà, cap. 9:2).

(Da Likutèi Sichòt, vol. 35, pag. 206)

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