Ciò che distingue Israele dagli altri popoli Pubblicato il 18 Marzo, 2022

Anche gli aspetti più materiali degli Ebrei, quelli che sembrano essere in comune con gli altri popoli, sono impregnati di santità e sono sostanzialmente differenti da quegli stessi aspetti, che si trovano negli altri popoli.

“Agli Ebrei fu luce, allegria, gioia e onore” (Meghilàt Esther 8:16)
In seguito al miracolo di Purim, che vide la salvezza dell’intero popolo Ebraico dal terribile decreto di sterminio ordito dal malvagio Haman, la Megilàt Esther descrive così la gioia del popolo d’Israele: “Agli Ebrei fu luce, allegria, gioia e onore”. La Ghemarà spiega che in questo verso si trova un’allusione ai quattro precetti che Hamàn aveva proibito di praticare agli Ebrei e che, dopo l’annullamento del suo decreto, essi poterono tornare ad osservare senza paura. “Luce” è la Torà; “allegria” è il Giorno di Festa; “gioia” è la circoncisione e “onore” sono i tefilìn. Ognuno di questi quattro precetti si caratterizza come segno fra il popolo d’Israele e il Santo, benedetto Egli sia. Questo fu il motivo per il quale Hamàn proibì proprio questi precetti col suo decreto. Egli non poteva infatti sopportare l’unicità del popolo d’Israele, che si esprime nel suo legame speciale con D-O.

Unicità dei segni
Apparentemente, ci si poteva aspettare che i precetti che hanno la funzione di essere un segno fra il popolo d’Israele e D-O fossero quelli che non hanno alcun corrispettivo negli altri popoli, esprimendo così l’unicità del popolo d’Israele. In effetti, invece, ognuno di questi precetti ha un corrispettivo anche negli altri popoli. Torà (insegnamento), nel senso di parole di intelligenza e sapienza, esiste anche presso le nazioni del mondo. Feste e ricorrenze, esistono anche presso i non Ebrei. Circoncisione: molti non Ebrei si circoncidono. Tefilìn: anche diversi popoli, con le dovute differenze, hanno l’uso di portare su di loro un segno particolare, che indichi il popolo o il gruppo di appartenenza. Ci chiediamo quindi, in che modo proprio questi segni caratterizzino l’unicità del popolo d’Israele?

Santità nella materialità
Eppure proprio in ciò si esprime l’unicità del popolo d’Israele. Nei campi in cui non esiste alcuna somiglianza fra il popolo Ebraico e le altre nazioni, non vi è alcuna necessità di un segno distintivo. La necessità di un simile segno emerge proprio nelle cose in cui essi, in apparenza, si assomigliano, nelle cose delle quali si trova un esempio anche presso gli altri popoli. Per queste vi è bisogno di un segno distintivo. Questi segni dichiarano che, anche gli aspetti più materiali degli Ebrei, quelli che sembrano essere in comune con gli altri popoli, sono impregnati di santità e sono sostanzialmente differenti da quegli stessi aspetti, che si trovano negli altri popoli.

I nostri segni
Torà: presso le nazioni del mondo ‘Torà’ è sapienza e logica, mentre per gli Ebrei la Torà è essenzialmente al di sopra della logica. È la fede che la Torà è stata data da D-O sul monte Sinai e che, nella sua essenza, è sapienza Divina, che trascende l’intelletto umano. La gioia dei Giorni di Festa: presso le nazioni del mondo, la gioia è collegata alla sfrenatezza e dallo scuotersi le regole di dosso, mentre per gli Ebrei la gioia porta ad un maggiore timore di D-O. La circoncisione: il Rambam dice che la circoncisione indebolisce i desideri per i piaceri di questo mondo. Per questo, i non ebrei che si circoncidono si dispiacciono della cosa. Al contrario, gli Ebrei sono felici della circoncisione, come è detto nei Salmi “Io gioisco per tutto quello che dici” (Salmi 119:162), dove la gioia allude qui alla circoncisione. Tefilìn: le persone fra i popoli del mondo che si ornano con dei segni, li scelgono belli e piacevoli, mentre gli Ebrei mettono tefilìn neri, con cinghie nere, che hanno però al loro interno la scritta: “Ascolta Israèl, HaShem è il nostro D-O, HaShèm è uno.” In ciò è l’unicità del popolo d’Israele, e perciò proprio questi segni esprimono la sua grandezza e la sua distinzione dagli altri popoli.
(Da Likutèi Sichòt, vol. 3, pag. 916)

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