Il pane dal cielo Pubblicato il 19 Giugno, 2024

La lettura della parashà della manna fa discendere qui nel mondo la luce dello Shabàt, che ha il potere di scendere al livello più basso, e allo stesso tempo conservare le sue qualità essenziali.


“Behaalotechà”, sette libri nella Torà. Pubblicato il 18 Giugno, 2024

Il nostro servizio ha il potere di sprigionare la forza della santità che appartiene ad ogni creatura, fino a quella più bassa, fino al mondo inanimato. Questa santità, quando viene ‘accesa’, rivela in se stessa, la forza di influenzare tutto il resto, elevando il mondo intero alla santità, fino al completamento di ciò, nella Gheulà.


Se puoi – devi Pubblicato il 16 Giugno, 2024

Nelle nostre generazioni non ci si può più accontentare dello studio della Torà rivelata, ma è richiesto ad ognuno di noi di elevarci ad un livello più alto di santità e di studiare anche la Chassidùt, gli aspetti più profondi della Torà. Anche questo fatto è alluso dal candelabro.


Un’autentica elevazione Pubblicato il 14 Giugno, 2024

L’Ebreo che dedica tutto se stesso a D-O ed alla Sua Torà, ha una possibilità di elevazione senza limiti, dal momento che egli si unisce a D-O, Che è senza limiti.


Unione nella particolarità Pubblicato il 13 Giugno, 2024

Ogni Ebreo ha in generale due caratteristiche: le caratteristiche che lo contraddistinguono quale membro del popolo d’Israele e le sue caratteristiche personali. La vera unione è composta dall’insieme delle due.


Chi può nascondersi da D-O? Pubblicato il 13 Giugno, 2024

Come è possibile nascondersi da D-O, la Cui gloria riempie tutto il mondo? Una possibilità esiste: quando l’Ebreo è orgoglioso, pieno di sé, di lui D-O dice: “Io e lui non possiamo abitare (insieme)”


Restare noi stessi, pur nell’unione più perfetta Pubblicato il 11 Giugno, 2024

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Il nome della parashà – Nassò – significa “Solleva”. Essa evidenzia come la Torà sia un mezzo che consente alla persona di elevarsi al di sopra dei limiti.


La Torà e la sapienza Pubblicato il 11 Giugno, 2024

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Con l’approssimarsi della festa di Shavuòt, prepariamoci a ricevere la Torà, innanzitutto iniziando a comprenderne la vera essenza. La Torà, guida e maestro di ogni Ebreo, si trova dentro di lui, nel punto più profondo e vero del suo essere, nella sua essenza. Nostro compito è liberare quel punto interiore da tutti gli ostacoli, che lo ostruiscono, rivelando la vera natura interiore dell’Ebreo.


Matàn Torà: il ‘riposo’ e la Gheulà Pubblicato il 11 Giugno, 2024

Quando la Torà penetra la nostra esistenza, rivelandosi come la nostra propria essenza, essa diventa il filo che unisce tutte le nostre azioni, in un mondo di unità, che è il vero ‘riposo’.


Perché la teshuvà non rientra nel numero delle mizvòt Pubblicato il 10 Giugno, 2024

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Tutto lo scopo del pentimento è che esso porti ad un risveglio interiore, ad un desiderio di tornare a D-O, un risveglio che deve venire dall’uomo stesso. Per questo non può esservi un comando in proposito, poiché allora un simile processo non sorgerebbe dall’uomo stesso. Ecco perché la Torà non ha comandato di pentirsi, affinché questo processo sia in tutto e per tutto solo il frutto di una iniziativa interiore dell’uomo.