5 Shevat 5783 - 27 Jan 2023 Fri

Un Pensiero al Giorno (HaYomYom)


Lunedì                                                    5 Shvàt                                                    5703

Bisogna recitare parole di Torà in abbondanza, dicendo Salmi o ripassando verbalmente la Mishnà, in...

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Non ritirarsi davanti alle difficoltà Pubblicato il 12 Dicembre, 2022

Quando l’Ebreo va in esilio, egli porta la Presenza Divina con sé, e grazie ad Essa egli trasforma lo stato dell’esilio, fino al punto di farlo diventare un aiuto per il proprio servizio. Ed è con questa forza che noi possiamo arrivare alla Redenzione.


La ricompensa finale Pubblicato il 5 Settembre, 2022

La ricompensa per i precetti rappresenta il ‘salario’ dell’Ebreo, in un rapporto in cui D-O è il ‘datore di lavoro’ e l’Ebreo il ‘lavoratore’. Secondo la legge stabilita da D-O Stesso, Egli dovrebbe retribuire l’Ebreo per il ‘lavoro’ svolto, immediatamente . Perché allora D-O ritarda il pagamento, aspettando a ricompensare il popolo Ebraico fino all’”indomani”, fino cioè al Mondo a Venire?


Una dimora tra i mortali Pubblicato il 3 Febbraio, 2022

“Essi erigeranno per Me un santuario ed Io dimorerò in mezzo al loro” (Shemòt 25:8:, D-O ha scelto di far dipendere la rivelazione della Sua Presenza dall’attività dell’uomo.


Il Santuario interiore Pubblicato il 7 Febbraio, 2019

La Presenza Divina risiede nel Santuario interiore di ogni Ebreo. Ricostruendo il nostro Santuario interiore, risvegliando la scintilla di Moshiach che esiste dentro di noi, noi fungiamo da catalizzatore collettivo per Moshiach, portando così la rivelazione della Redenzione.