Stringere un nodo Pubblicato il 25 Febbraio, 2024

Quando una corda si spezza e viene successivamente riannodata, nel punto in cui vi è il nodo essa è molto più forte di quanto non lo fosse prima. Nella nostra vita quotidiana, è estremamente importante per noi fare costantemente dei ‘nodi spirituali’, affinchè essi ci ricordino il nostro rapporto continuo con D-O, ed il fatto che Egli è costantemente responsabile della nostra esistenza.

La dimenticanza
La dimenticanza è sempre stata un problema per l’umanità, fin dai tempi della creazione. Quante volte ci troviamo a dire tristemente: “Ho dimenticato.” Non ci si meraviglierà quindi, se per secoli l’uomo ha provato ad escogitare metodi per ovviare al problema, aiutando la memoria. Uno dei primi utilizzati, e che evidentemente ha dato risultati, essendo esso in voga a tutt’oggi, è quello di fare un nodo. Persino lo Zohar, nel suo commento alla parashà Ki Tissà, riporta che Rabbi Chiyya e Rabbi Yossi facevano nodi per ricordare i loro studi di Torà.

Come può un Ebreo peccare?
Un tratto innato di ogni Ebreo è la sua fede nel costante rinnovarsi della creazione Divina. Ogni giorno, ad ogni istante, D-O ricrea nuovamente il mondo. Ciò permette all’Ebreo di prendere coscienza dalla propria dipendenza da D-O, in ogni istante della sua esistenza. Stando così le cose, sembrerebbe incredibile che un Ebreo possa essere capace di peccare; la consapevolezza del fatto che, anche mentre pecca, la sua intera esistenza dipenda dallo spirito creativo di D-O, dovrebbe rendergli impossibile un simile atto. Il più grande edonista non indulgerebbe in desideri proibiti, se fosse consapevole in quel momento del fatto che D-O, al Quale egli deve continuamente la propria esistenza, li ha proibiti. Il peccato può venire solo come risultato di una mancata realizzazione di questo fatto, come risultato della nostra inconsapevolezza. Noi dimentichiamo.

Rivelazioni Divine
Nella parashà Ki Tissà, Moshè chiese a D-O di rivelargli la Sua gloria. D-O gli rispose che rivelare Se Stesso completamente a Moshè sarebbe stata una cosa impossibile, poiché “nessun uomo può vederMi e rimanere in vita.” Tuttavia, Egli avrebbe ugualmente rivelato a Moshè un barlume della Sua Essenza, per così dire. D-O fece ciò rivelandoSi in forma parziale, nelle sembianze di un officiante della preghiera, avvolto nel tallìt, lo scialle di preghiera, e con indosso i tefillìn. Egli permise anche a Moshè di intravedere per un attimo il nodo dei tefillìn, legato alla Sua nuca, e di venire a conoscenza dei Tredici Attributi della Divina Misericordia. D-O disse a Moshè che, ogni qualvolta gli Ebrei Lo avrebbero supplicato, proclamando i Tredici Attributi, Egli avrebbe esaudito le loro richieste e, quando necessario, assicurato loro il perdono. Il rivelarsi di D-O avvolto in un tallìt e con indosso i tefillìn, ci indica l’importanza del ricordare. Sia il tallìt, infatti, che i tefillìn vengono indossati, fra le altre ragioni, come un aiuto per ricordare D-O, la Torà ed i precetti. Riguardo al tallìt è detto: “E voi lo guarderete (le frange dei zizìt poste ai quattro angoli del tallìt), ricorderete tutti i precetti dell’Eterno e li eseguirete” (Bemidbàr 15:39). Anche riguardo ai tefillìn, il verso dice: “Sarà un memoriale…” (Shemòt 13:9). Essendo il peccato la conseguenza di una dimenticanza spirituale, i peccati del passato vengono rimediati e quelli del futuro possono essere evitati grazie a dei costanti ‘promemoria’ spirituali.

Come ricordare?
Vi è un significato ulteriore e particolare nel nodo dei tefillìn, che D-O mostrò a Moshè. Quando una corda si spezza e viene successivamente riannodata, nel punto in cui vi è il nodo essa è molto più forte di quanto non lo fosse prima. In senso spirituale, il nodo rappresenta una modalità di pentimento. Come infatti dicono i nostri Saggi: “Una persona che ha commesso un peccato ed è passibile di morte di fronte all’Onnipotente, cosa dovrà fare per vivere? Se egli è abituato a studiare una pagina, dovrà studiarne due, se un capitolo, dovrà studiarne due.” Di fatto, in questo modo, una persona fa un nodo spirituale. Nella nostra vita quotidiana, è estremamente importante per noi fare costantemente dei ‘nodi spirituali’, affinché essi ci ricordino il nostro rapporto continuo con D-O, ed il fatto che Egli è costantemente responsabile della nostra esistenza. Simili ‘promemoria’ che possono essere escogitati, così come quelli che risultano dall’indossare il tallìt ed i tefillìn, ci consentono di servire D-O nello spirito di ciò che ci insegnano i versi: “Tutte le tue azioni siano per amore del Cielo” (Pirkèi Avòt 2:12), e “In tutte le tue vie Lo conoscerai” (Proverbi 3:6).
(Likutèi Torà, vol. 21, pag 232 – 237)

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