L’inizio della Redenzione Pubblicato il 14 Giugno, 2021

Riguardo la Redenzione in generale, si può iniziare a vedere come l’esilio sia di per sè l’inizio stesso dell’elevazione. Impariamo ciò dagli avvenimenti del tre di Tamùz, in quanto allora, l’andare in esilio del Rebbe Rayàz, il leader della generazione, fu non solo al fine di un’elevazione che porti alla redenzione, bensì l’inizio della redenzione stessa!


“L’America non è differente”. Pubblicato il 13 Giugno, 2021

In quest’epoca, alle soglie della Redenzione finale, la Torà deve raggiungere ogni luogo, per preparare il mondo al rivelarsi in esso del Divino. Con questo scopo, il Rebbe Precedente arrivò in America, paese in cui, allora, mantenere un legame con l’Ebraismo, era considerato, del tutto impossibile; concetto che venne espresso con il detto: “L’America è differente!” E l’America, con l’opera del Rebbe, non solo è divenuta patria dell’Ebraismo e della Torà, ma anche luogo dal quale essa stessa viene diffusa in tutto il mondo!


Una casa piena di Libri Pubblicato il 10 Giugno, 2021

Quando l’Ebreo sente la Presenza di D-O in ogni atto ed in ogni istante, egli sprigiona ciò in modo così evidente, da ricordare anche agli altri, che lo vedono, il nostro legame assoluto con D-O, che si rivela e si mantiene nel compimento dei Suoi precetti


Il 3 di Tamùz Pubblicato il 9 Giugno, 2021

Rebes[1]

Ci avviciniamo al mese di Tamùz, e con esso al 3 di Tamùz, data che segna l’inizio della Gheulà, dove i miracoli, che penetrano e coinvolgono la natura, vestendosi di essa, si svolgono a ritmo così serrato, da sembrarci, ormai, un fatto naturale, portando il mondo alla sua vera meta: essere una dimora, in cui D-O Si possa rivelare completamente ai nostri occhi.


Uguaglianza: non a tutti i costi Pubblicato il 8 Giugno, 2021

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D-O ha creato il mondo in modo che ogni cosa o essere creato abbiano proprie caratteristiche e limiti che li definiscano e li distinguano da ogni altra cosa creata. Ogni creatura ha un compito specifico e la perfezione di ogni creatura è proprio quando essa preserva la propria definizione e le proprie caratteristiche peculiari e adempie, grazie ad esse, al proprio compito. La vera unità non significa smorzare l’unicità espressa da ogni particolare, ma il contrario, e cioè il pieno utilizzo di tutte le forze caratteristiche di ogni particolare, per lo scopo comune.


Tutto il popolo è consacrato Pubblicato il 7 Giugno, 2021

Cohen HaGadol

Cosa l’Ebreo può imparare di positivo da Kòrach, che è descritto come un empio, che si ribellò all’autorità di Moshè e del Sommo Sacerdote, ed a nome del quale è stata dedicata un’intera parashà della Torà?


Unione sopra ogni cosa Pubblicato il 6 Giugno, 2021

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L’unità è più completa quando comprende entità divergenti, ognuna con la sua propria natura. La Torà è stata data per stabilire questo tipo di pace. Non è che le differenze non debbano esistere, esse devono piuttosto fondersi in armonica sinergia. La Torà insegna che la divisione può servire uno scopo positivo, e la diversità non deve portare ad un conflitto.


La forza di Moshè Rabèinu Pubblicato il 3 Giugno, 2021

In ogni generazione esiste ‘un’estensione di Moshè’, e cioè il ‘Giusto’ della generazione, che si preoccupa e prega per ogni membro del popolo d’Israele, si cura di ogni singolo Ebreo, prega e fa discendere dall’Alto ogni bene materiale e spirituale per tutti in generale e per ogni singolo in particolare.


La Guida della generazione. Pubblicato il 2 Giugno, 2021

Rebbe[1]

Dal Matàn Torà in poi, da Moshè, Yehoshùa ed ogni loro estensione, impariamo chi è la Guida della generazione e qual’è il suo compito, senza il quale il popolo d’Israele non potrebbe nè esistere, nè portare a compimento la sua missione, di preparare una dimora per D-O in questo mondo.


L’unione nella divisione Pubblicato il 2 Giugno, 2021

Nonostante il mondo sia un luogo di divisione, in cui l’unità non viene percepita, e nonostante sia proprio in questa divisione, che l’Ebreo deve agire con il suo servizio, purificando il mondo nei suoi particolari, con le mizvòt della Torà, proprio perchè la Torà è una, una col D-O Uno, l’Ebreo ha la possibilitaà di inserire l’unità nella molteplicità, e completare la sua missione.