23 Iyyar 5784 - Venerdi, 31 maggio 2024



È uscito l’ultimo numero di


Introdurre santità nell’ambito del tempo Pubblicato il 30 Maggio, 2024

Il precetto del Conto dell’Omer è una preparazione al Matàn Torà, il cui scopo è quello di penetrare l’ambito del mondo e sottomettere anch’esso al servizio Divino.


Dobbiamo sempre avanzare Pubblicato il 30 Maggio, 2024

andare avanti

Sviluppando nuovi concetti nello studio della Torà, ogni Ebreo può rivelare una dimensione della Torà che è infinita e non ha limiti.


Prepararsi al dono della Torà Pubblicato il 30 Maggio, 2024

D-O, creando gli uomini, ha dato loro la facoltà di avere opinioni differenti, e in questo modo ha consentito la possibilità del formarsi di contrasti di opinione, cosa che potrebbe portare ad una mancanza di rispetto dell’uno verso l’altro e ad una divisione. Ma l’intenzione Divina in ciò, è proprio quella che si arrivi invece ad una pace e ad un’unione tali, che vadano al di là della differenza di opinioni.


Il numero tre: la vera pace. Pubblicato il 29 Maggio, 2024

Il numero uno rappresenta l’espressione più semplice del concetto di unità, eppure, è il numero tre a rappresentare la vera unità, un’unità che comprende in sè, inevitabilmente, la condizione per la vera pace.


L’effetto illimitato della Torà Pubblicato il 29 Maggio, 2024

La Torà, che è la “tua vita”, porta abbondanza e benedizione anche nelle cose materiali. Quando gli Ebrei seguono la strada della Torà e dei precetti, ciò porta abbondanza di benedizioni in tutti i campi, comprese le cose materiali.


“Bechukkotài”, come lettere scolpite. Pubblicato il 28 Maggio, 2024

lettere[1]

Materia e spirito sono un’unica cosa, come sarà evidente nella Gheulà. La via per rivelare ciò, è vivere la Torà ed i suoi statuti in modo da esserne compenetrati in un’unione inscindibile, come le lettere scolpite formano un tutt’uno con la pietra stessa.


Trasformare il buio in luce Pubblicato il 27 Maggio, 2024

leone agnello

Tutte le rivelazioni del tempo futuro dipendono dal nostro comportamento e dal nostro lavoro oggi, mentre ci prepariamo per la redenzione. Già ora noi non dobbiamo rifuggire il mondo, ma servire D-O dal suo interno; così prepareremo il mondo e trasformeremo un posto basso e lontano dal Divino in una dimora per D-O benedetto.


La Torà, fonte dell’abbondanza Pubblicato il 26 Maggio, 2024

Rabbi Shimon

Nel tempo dell’esilio, non è così riconoscibile per noi il collegamento diretto che esiste fra la Torà e l’abbondanza che ne deriva. Ma secondo la realtà vera delle cose, la Torà è proprio la fonte di tutta l’abbondanza che scende nel mondo. La forza di Rabbi Shimon bar Yochai fu nella sua capacità di rivelare, anche nel tempo dell’esilio, la realtà vera delle cose, così come sarà nel tempo della redenzione.


L’arcobaleno che annuncia Moshiach Pubblicato il 26 Maggio, 2024

arcobaleno sul mare

Vi è un uso Ebraico secondo il quale i bambini escono a Lag BaOmer nei campi a giocare con archi e frecce. Dice lo Zohar: “Non aspettarti l’arrivo di Moshiach fino a che non vedi l’arcobaleno. ” Per questo, si gioca con l’arco in questo giorno, come allusione all’arcobaleno che annuncia l’avvento di Moshaich.


Cambiamenti nella natura del mondo Pubblicato il 26 Maggio, 2024

Due epoche contraddistingueranno i “Giorni di Moshiach”. Inizialmente non vi sarà alcun mutamento nell’opera della creazione, mentre successivamente vi saranno innovamenti in essa, come promesso dai nostri profeti. Se lo meriteremo, tutto si condurrà nella maniera più rapida, accompagnata dai più grandi miracoli, già dall’inizio della Redenzione, e così non vi sarà separazione fra le due epoche.


Quando c’è posto solo per la gioia Pubblicato il 24 Maggio, 2024

Lag_BaOmer[1]

Vi è più di un motivo per la gioia del giorno di Lag BaOmer ed in esso non vi è posto per alcuna sofferenza.


L’Ebreo semina ed ha fede Pubblicato il 24 Maggio, 2024

L’anno sabbatico ci fornisce una lezione di fede eccezionale, capace di infonderci forza e di darci un assaggio del “Giorno che è tutto Sabato”, la Gheulà vera e completa.


“Sul monte”, con orgoglio Pubblicato il 23 Maggio, 2024

Behar significa ‘sul monte’. Il monte Sinai rappresenta la sintesi di due potenziali. Da un lato si tratta della “più bassa fra tutte le montagne”, un simbolo di umiltà, mentre dall’altro lato esso è purtuttavia una montagna, simbolo di orgoglio e forza. Nell’Ebreo è necessaria la fusione complementare di orgoglio e umiltà.


Qual’è veramente il rapporto fra la shemità e il Monte Sinai? Pubblicato il 22 Maggio, 2024

Nel settimo anno, l’anno di shemità, la Torà richiede all’Ebreo di affidarsi completamente a D-O e al Suo aiuto soprannaturale.


Pèsach Shenì: vi è sempre una seconda possibilità! Pubblicato il 21 Maggio, 2024

Anche quando si pensa che tutto sia perduto, che la propria impurità rappresenti un ostacolo troppo grosso alla nostra possibilità di avvicinarci a D-O, l’espressione del nostro profondo desiderio di attenerci alla Sua volontà, affermato con forza e decisione, ha il potere di influenzarla al punto di “cambiare i Suoi programmi” in nostro favore. Un insegnamento nell’approssimarci alla festa di Pèsach Shenì.